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Ets: si sgonfia l’allarme per Gioia Tauro dove i traffici a gennaio crescono

Agostinelli: “Container in crescita del 20% nel primo mese dell’anno. Linee di Msc e Grimaldi tutte confermate, il porto regge, per ora anche all’impatto della crisi del Mar Rosso”

di Redazione SHIPPING ITALY
1 Febbraio 2024
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Concluso il primo mese del 2024, l’allarme sugli effetti dell’entrata in vigore della normativa Ets (il sistema europeo di tassazione delle emissioni) sul trasporto marittimo viene ridimensionato, per lo meno per il porto di Gioia Tauro, ritenuto il più a rischio stante il suo status di competitor degli scali di transhipment posto sulla sponda non europea del Mediterraneo.

Dichiarandosi “sorpreso”, infatti, il presidente dell’Autorità di sistema portuale calabrese Andrea Agostinelli ha rivelato in un’intervista a Il Quotidiano del Sud che “a gennaio la movimentazione di contenitori ha fatto segnare un +20%, toccando quota 309mila Teu”. A SHIPPING ITALY Agostinelli spiega come “il dato si basi su un gennaio 2023 non esaltante e sullo spostamento a Gioia di una linea di Msc che l’anno scorso scalava a Malta. Nondimeno 309mila contenitori sono 309mila contenitori e certo ci confortano”.

Cautela, quindi, ma Agostinelli non nasconde un certo ottimismo: “È presto per dire se l’impatto dell’Ets sarà meno forte di quanto temuto e se lo sarà per tutti i porti europei o solo per alcuni. Ma è un fatto che le linee di Msc e del Gruppo Grimaldi che poggiavano su Gioia Tauro nel 2023 sono state tutte confermate per il 2024. E il fatto che due player di questo calibro, già primari clienti dello scalo, continuino a riporvi fiducia e ad investirvi è un segnale chiaro”.

L’incertezza semmai viene dalla situazione geopolitica extraeuropea, anche se pure in questo caso Agostinelli non pare per ora spaventato: “Preoccupato si, per forza. È un fatto che la crisi del Mar Rosso abbia ridimensionato la centralità del Mediterraneo, accrescendo l’importanza degli scali della sua parte occidentale, a partire da Algeciras. Ma, come detto, in questo contesto mi pare che chi negli anni scorsi ha puntato su Gioia Tauro sia rimasto soddisfatto al punto da voler restare malgrado tutto, Ets o Houthi che siano. Certo, le sfide non mancheranno neppure quest’anno – a livello interno cito quantomeno la faticosa dinamica per la creazione dell’articolo 17 – ma per ora si può dire che il porto regge”.

A.M.

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