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Crescono gli ordini di navi car carrier: oltre a Grimaldi aumentano gli investimenti cinesi

Aziende della Repubblica Popolare hanno ordinato 47 nuove costruzioni, pari a un quarto di tutti gli ordini a livello globale

di Redazione SHIPPING ITALY
11 Aprile 2024
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BYD-ship

La Cina s’appresta ad annoverare la quarta flotta al mondo di car carrier, dopo una serie di ordini piazzata da case di produzioni e armatori/spedizionieri cinesi per sostenere il boom dell’export di auto elettriche prodotte nel paese.

Lo segnala l’agenzia di stampa Reuters evidenziando che, in base ai dati di Veson Nautical, la Cina ha attualmente l’ottava flotta più grande del mondo con 33 navi car carrier. Ai primi posti il Giappone con 283 navi, la Norvegia con 102, la Corea del Sud 72 e l’Isola di Man 61. Ma le aziende cinesi hanno ordinato 47 navi, pari a un quarto di tutti gli ordini a livello globale. Tra gli acquirenti figurano i gruppi dell’automotive Saic Motor, Chery Automobile e il colosso dei veicoli elettrici Byd, nonché armatori e operatori logistici come Cosco e China Merchants. Del resto anche un armatore europeo specializzato quale Grimaldi ha recentemente gonfiato il proprio portafogli ordini, con la prima nave che ha appena iniziato ad esser costruita e un portafoglio ordini di 17 nuove navi pure car truck carrier in consegna dal 2025.

“Dopo che questa flotta sarà stata consegnata, la flotta di car carrier controllate dalla Cina passerà dall’attuale 2,4% all’8,7%”, ha affermato l’analista di Veson Andrea de Luca. “Ci aspettiamo di vedere nuove rotte commerciali stabilite quasi esclusivamente per le case automobilistiche cinesi”. Favoriti soprattutto i cantieri cinesi che hanno ricevuto l’82% degli ordini firmati a livello globale.

L’anno scorso, la Cina ha superato il Giappone come maggiore esportatore di automobili. La sola Byd ha esportato oltre 240.000 automobili nel 2023, circa l’8% delle sue vendite globali, e prevede di esportarne fino a 400.000 quest’anno. Anche aziende straniere come Tesla e Volkswagen hanno ampliato la produzione in Cina per l’esportazione. L’aumento dei noli e il sostegno del governo locale hanno convinto le case automobilistiche ad acquistare direttamente le navi. Entro la fine del 2023, la tariffa giornaliera per noleggiare una car carrier da 6.500 veicoli ha raggiunto i 115.000 dollari, più di sette volte la media del 2019, secondo i dati di Clarkson.

L’aumento delle esportazioni ha spinto gli Stati Uniti e l’Ue ad accusare la Cina di voler gestire l’eccesso di capacità industriale inondando i loro mercati con prodotti a basso prezzo; Pechino ha replicato che l’attenzione alla capacità è fuorviante e che sottostima l’innovazione e sopravvaluta il ruolo del sostegno statale nel guidare la crescita.

Intanto il segretario al Tesoro americano Janet Yellen ha sollevato preoccupazioni sulla sovraccapacità durante un viaggio di quattro giorni in Cina, mentre il ministro del commercio cinese Wang Wentao è in visita in Europa, dove probabilmente discuterà anche di un’indagine della Commissione europea per verificare se i veicoli elettrici di fabbricazione cinese beneficino di sussidi incompatibili col mercato europeo.

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Avviata in Cina per Grimaldi la costruzione della prima car carrier ammonia-ready

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