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Per il Tar della Calabria il divieto di autoproduzione è totale (e costa caro a Bbc)

Rigettato un ricorso dell’armatore tedesco: al bordo non si può affidare nemmeno l’azionamento di una gru della nave se c’è chi in banchina può organizzare il trasferimento a terra, anche a prezzi enormemente superiori

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
10 Settembre 2024
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Dopo le scintille di fine agosto una nuova sentenza è destinata a riaccendere i fari sull’autoproduzione delle operazioni portuali da parte del personale di bordo delle navi cargo nei porti italiani.

A pronunciarla è stato il Tar della Calabria, adito dalla genovese Bbc Chartering, agente dell’omonima compagnia armatoriale breakbulk tedesca. Secondo quanto ricostruito dai giudici, Bbc e l’agente locale (F.lli Tricoli), in vista di un’imminente operazione di sbarco nel porto di Crotone di un carico da 865 tonnellate di materiali e impianti destinati alla centrale elettrica di Terna, a Maida (Catanzaro), contattavano l’Autorità di sistema portuale di Gioia Tauro per chiedere l’autorizzazione, data l’indisponibilità nello scalo di gru adatte a colli di tal peso, ad affidare ad un’impresa locale regolarmente autorizzata (Compagnia Impresa Lavoratori Portuali Srl) tutte le operazioni (imbragatura dei colli, loro aggancio alla gru, sgancio dei colli dalla gru e eliminazione dell’imbragatura) salvo quella intermedia di trasferimento a terra da effettuarsi mediante gru di bordo azionata dall’equipaggio di Bbc.

L’Authority inquadrava però tale organizzazione come una forma di autoproduzione vietata dalla legge, dal momento che, dalla propria verifica, era emersa la disponibilità di un’impresa autorizzata ex articolo 16 disponibile a effettuare tutti i segmenti dell’operazione portuale. Da cui il rigetto della richiesta di Bbc di affidarsi a Cilp e al bordo per l’azionamento della gru, anche a fronte della constatazione che il prezzo proposto dall’unica impresa disponibile all’intera operazione, la Mg, era di circa il 2.400% superiore a quello di Cilp (oltre 300mila euro contro 12.500).

Detto che, stando alla ricostruzione processuale, “emerge che Cilp non abbia confermato la disponibilità ad effettuare le operazioni portuali in esame”, i giudici calabresi hanno rigettato il ricorso sostenendo che non si possa frammentare un’operazione di sbarco per affidarne un segmento al bordo, nemmeno, come nel caso di Bbc, qualora si sostenga che sia uno solo e nemmeno quello più caratterizzante l’operazione portuale. Laddove il legislatore avesse voluto dare quest’ultima interpretazione, “lo avrebbe fatto espressamente mentre nel silenzio della legge ed in mancanza di indici testuali in tal senso – ritenendo di escludere che l’uso del termine “operazioni”, declinato al plurale, induca alla lettura prospettata dalla ricorrente – non può sostenersi che si sia inteso un criterio quantitativo delle operazioni basato sulla “quantità” di operazioni rispettivamente espletate da imprese locali o da personale della compagnia a bordo”.

Quanto alla presunta incompatibilità dell’articolo 16 della legge 84/1994 con la normativa europea, il Tar di Catanzaro si è rifatto in tutto e per tutto all’orientamento di un’ormai nota sentenza del Tar di Genova del giugno 2023, recentemente confermato dal Consiglio di Stato.

Respinto anche il motivo di ricorso che puntava sulla mancata vigilanza dell’Adsp sulle tariffe di un soggetto come MG da essa autorizzato: “L’assunto non può essere condiviso in quanto la citata delibera, perimetrando il ruolo dell’Autorità a compiti di mera vigilanza in relazione alla corrispondenza tra le tariffe applicate e quelle precedentemente depositate in sede di istruttoria ex art. 16 comma 1, evidenzia l’estraneità dell’Amministrazione rispetto alle procedure di quantificazione dei prezzi che, piuttosto, soggiacciono alle regole del libero mercato e della concorrenza e, conseguentemente, sancisce la carenza di legittimazione a intervenire nella determinazione delle tariffe”.

La sentenza è ovviamente destinata a fare discutere, dal momento che oggi l’affidamento all’equipaggio della movimentazione con gru di bordo è prassi frequente in molti porti italiani.

A.M.

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