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Arrestato il comandante (russo) della nave Solong ma escluso l’atto intenzionale

Sembrano scongiurati i rischi di affondamento delle due navi e nessun inquinamento è stato finora segnalato lungo le coste britanniche dopo la collisione con la nave cisterna Stena Immaculate

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
12 Marzo 2025
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Solong

Il comandante della Solong, portacontainer tedesca battente bandiera portoghese, un 59enne di nazionalità russa è stato arrestato dalla polizia britannica nell’ambito delle indagini sulla collisione navale avvenuta ieri nel mare del Nord.

Lo ha confermato alla Bbc dalla Germania un rappresentante della Ernst Russ, società armatrice della stessa nave, senza indicare il nome dell’uomo. La fonte ha aggiunto di non voler rilasciare per ora alcun commento “in nome del rispetto per l’investigazione in corso”: investigazione a cui il capitano e tutto l’equipaggio della Solong “stanno collaborando”, si è limitato ad assicurare. L’ufficiale è sospettato di “omicidio colposo derivato da negligenza grave” dopo la morte presunta dell’unico marittimo dato inizialmente per disperso nell’incidente. Stando a quanto finora appurato, la Solong, in navigazione fra la Scozia e il porto olandese di Rotterdam, ha centrato su un fianco la petroliera svedese Stena Immaculate – affidata per questo viaggio alla società americana Crowley e noleggiata dal Pentagono per il trasporto di 220.000 barili di carburante per jet militari altamente infiammabile (cherosene) – mentre questa era all’ancora al largo delle coste inglesi, di fronte al porto di Hull.

Le autorità britanniche sottolineano che il capitano non è accusato di nessun atto intenzionale, uno scenario che è stato escluso – a più riprese – fin da subito dopo la collisione. Non sarebbe emersa alcuna indicazione che possa ricondurre a una pista criminale e non accidentale. Le ultime notizie sembrano scongiurare irischi di affondamento delle due navi.

Il provvedimento d’arresto del comandante fa riferimento all’ipotesi di reato della “negligenza grave” con conseguente “omicidio colposo”. Il fermo è stato eseguito dalla Humberside Police, competente per territorio, che indaga in collaborazione con la Guardia Costiera e con l’Autorità marittima locale, come precisato in un briefing ai giornalisti dal sovrintendente capo di polizia Craig Nicholson.

La nave cargo tedesca battente bandiera portoghese Solong, coinvolta nella collisione con la petroliera Stena Immaculate nel Mare del Nord, a poche miglia dalle coste britanniche dell’Inghilterra nordorientale, non trasportava cianuro di sodio, una sostanza altamente tossica, come detto in un primo momento. È quanto emerge da una nota diffusa dalla compagnia Ernst Russ, proprietaria della portacontainer. “Confermiamo che a bordo c’erano 4 container vuoti che in precedenza hanno contenuto la sostanza chimica pericolosa” si legge nel comunicato. Una notizia molto positiva a fronte dei timori per le conseguenze ambientali.

Non risultano al momento segni evidenti di inquinamento prodotto dalla collisione avvenuta nel Mare del Nord. Lo ha detto alla Camera dei Comuni Mike Kane, viceministro britannico responsabile per il trasporto marittimo, secondo cui sono già state predisposte delle misure di contrasto all’inquinamento marino e aereo. “Una volta spento l’incendio sulla Solong, inizieremo a metterle in pratica” ha aggiunto Kane. Intanto lo Yorkshire Wildlife Trust, ente che gestisce due importanti riserve naturali lungo il tratto di costa interessata dall’incidente, ha affermato di non aver ancora visto alcuna prova che il carburante disperso sia arrivato a riva. Stando agli esperti, sono determinanti nel causare o meno un danno ambientale la direzione del vento e il movimento delle maree.

Downing Street e un viceministro del governo di Keir Starmer intervenuto in Parlamento hanno confermato da parte loro che al momento non vi sono sospetti di un atto criminale intenzionale.

Una fonte del governo britannico ha affermato che al momento nulla indica un’azione deliberata all’origine della collisione nel Mare del Nord, al largo delle coste dell’Inghilterra, tra la nave cargo tedesca Solong e la petroliera svedese Stena Immaculate che trasportava carburante per jer militari Usa noleggiata dal Pentagono: lo riporta il Daily Telegraph. Intanto, i sopravvissuti del devastante incendio che è scoppiato in seguito alla collisione hanno parlato di un “inferno” a bordo della petroliera, riporta la Bbc. Uno dei membri dell’equipaggio della nave ha rievocato i momenti mentre con i suoi colleghi cercava di domare le fiamme ma di fronte all’impossibilità di controllare il rogo è stata presa la decisione di raggiungere la scialuppa di salvataggio e abbandonare la Stena con le fiamme ormai arrivate ovunque. L’uomo ha raccontato anche di alcuni marittimi che si sono bruciati i capelli nelle fasi convulse dell’evacuazione.

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