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Gli Houthi tornano a promettere attacchi alle navi “israeliane”

I ribelli yemeniti riprenderanno gli attacchi se Israele continuerà a bloccare gli aiuti per Gaza

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
12 Marzo 2025
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Marina Militare – Grande Ellade (Grimaldi) esercitazione (2)

Mentre il mondo intero, Europa compresa, mostrano indifferenza di fronte alla scelta di Israele di tagliare l’elettricità a Gaza e di bloccare gli aiuti umanitari verso la Striscia, i ribelli Houthi dello Yemen hanno avvertito il mondo dello shipping che “qualsiasi nave israeliana” che attraversi le vicine acque del Medio Oriente tornerà a essere un bersaglio.

La dichiarazione del Centro di coordinamento delle operazioni umanitarie degli Houthi è stata riportata da Associated Press e segue la scadenza di quattro giorni fissata dai ribelli affinché Israele riprenda le spedizioni di aiuti: “Ci auguriamo che si comprenda che le azioni intraprese dall’esercito Houthi derivano da un profondo senso di responsabilità religiosa, umanitaria e morale nei confronti del popolo palestinese oppresso e mirano a fare pressione sull’entità usurpatrice israeliana affinché riapra i valichi verso la Striscia di Gaza e consenta l’ingresso di aiuti, tra cui cibo e forniture mediche” si legge nella dichiarazione.

L’avviso è stato diffuso nel Mar Rosso, nel Golfo di Aden, nello Stretto di Bab el-Mandeb e nel Mar Arabico. La dichiarazione aggiunge: “Qualsiasi nave israeliana che tenti di violare questo divieto sarà soggetta a attacchi militari nell’area operativa dichiarata”. Non c’è stato alcun segno immediato di un attacco alle navi mentre l’esercito israeliano non ha risposto a una richiesta di commento di AP.

Israele all’inizio di questo mese ha bloccato tutti gli aiuti in arrivo nella Striscia di Gaza e ha preannunciato “ulteriori conseguenze” per Hamas se il fragile cessate il fuoco nella guerra non verrà esteso mentre proseguono i negoziati per l’avvio di una seconda fase della pausa nei combattimenti. La mossa ha suscitato intense critiche internazionali poiché anche prima della guerra gli oltre 2 milioni di palestinesi che vivevano a Gaza facevano affidamento sugli aiuti internazionali, esigenza intensificatasi dopo l’offensiva militare israeliana che ha devastato la Striscia.

L’azienda di sicurezza marittima Ambrey ha sottolineato come l’israelianità delle navi menzionata dagli Houthi sia ambiguamente interpretabile e che a rischio, quindi, ci siano molte navi: “È probabile che ci si riferisca ancora una volta alle navi parzialmente possedute da individui o entità israeliane, alle imbarcazioni gestite e/o operate da individui o entità israeliane, alle imbarcazioni dirette in Israele e alle navi di società che fanno scalo in Israele”.

La portaerei USS Harry S. Truman e altre navi associate al suo gruppo di portaerei stanno ancora operando nel Mar Rosso in questo momento. L’esercito statunitense ha dichiarato mercoledì che le sue forze nella regione “restano vigili”: “Faremo tutto il necessario per proteggere e difendere il personale, i beni e i partner degli Stati Uniti”.

Da novembre 2023 i ribelli hanno preso di mira oltre 100 navi mercantili con missili e droni, affondandone due e uccidendo quattro marinai nel corso della loro campagna.

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