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Porti

Approvate dal Ministero Ambiente le opere di potenziamento del porto di Brindisi

Il via libera a banchinamenti e colmata proietterà lo scalo messapico al secondo posto nell’Adriatico per profondità

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
4 Aprile 2025
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cobinata capobianco e Cassa etichetta

L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale informa che il ministero dell’Ambiente ha approvato il progetto presentato dall’ente per il completamento delle infrastrutture portuali a Brindisi, tramite banchinamento e colmata tra il pontile petrolchimico e Costa Morena Est.

L’approvazione, giunta con Decreto n. 55 del 24 marzo 2025 dopo un lungo iter burocratico complesso – l’autorizzazione ai dragaggi in aera Sin (Siti di Interesse Nazionale), spiega una nota dell’ente, viene infatti concessa di rado, in quanto i processi necessari richiedono la conformità a rigorose normative ambientali e il coordinamento tra diversi enti – permette di avviare un intervento strategico per la crescita del porto e del territorio.

Il decreto sblocca opere infrastrutturali collaterali, come l’appalto per i nuovi accosti di Sant’Apollinare, richiesti da operatori e compagnie di navigazione pronte ad aumentare i traffici (il bando è pronto, in attesa dei fondi regionali). Il dragaggio renderà Brindisi il secondo porto dell’Adriatico per batimetria, dopo Trieste.

“Questo Decreto rappresenta un risultato straordinario, frutto di un lavoro tecnico e amministrativo imponente svolto dai nostri uffici, con determinazione e competenza – commenta il commissario straordinario dell’Adsp Mam, Amm. Vincenzo Leone. Non stiamo parlando solo un’opera infrastrutturale, ma di un vero e proprio volano di sviluppo per l’intero territorio che permetterà di migliorare la competitività del porto di Brindisi, attrarre nuovi traffici commerciali e creare opportunità di crescita economica e occupazionale. Il nostro impegno è stato massimo – conclude l’Ammiraglio – e oggi possiamo guardare con fiducia a un futuro in cui il porto diventerà sempre più un punto di riferimento strategico per il Mediterraneo.”.

“Abbiamo centrato un obiettivo sul quale lavoravamo da anni – commenta il commissario straordinario per la Cassa di Colmata, Ugo Patroni Griffi – l’autorizzazione ci consente di imprimere una svolta epocale allo sviluppo infrastrutturale dello scalo brindisino. Proprio per le sue peculiarità e per i numerosi effetti che ne deriveranno, questo intervento è stato inserito dal Governo tra le 15 opere ritenute strategiche per il sistema Paese. Fondamentale è stato il supporto dei ministri Matteo Salvini e Gilberto Picchetto Fratin, del sottosegretario Tullio Ferrante, dell’onorevole Mauro D’Attis, del direttore generale Mit, Donato Liguori, e della Regione Puglia che hanno lavorato sinergicamente per garantire tempi certi e ristretti di realizzazione”.

Il quadro economico dell’opera è a valere sul Programma di interventi infrastrutturali in ambito portuale, sinergici e complementari, al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, per un importo di circa 43 milioni di euro. Si tratta della somma più rilevante di procedure d’appalto avviate in un porto nel sud Italia, dopo Palermo.

Il progetto della cassa di colmata, continua la nota, aumenta significativamente la superficie permeabile e riduce il volume della cassa di circa 150.000 metri cubi. Ciò comprende anche la riduzione del fronte di attracco, l’espansione del canale (da 45 metri a 130 metri) e una diversa sistemazione dei confini terrestri e della sponda occidentale del canale.

Saranno piantati alberi e arbusti per proteggere l’area dal traffico, in linea con il Piano Paesaggistico Regionale. Il progetto creerà un parco verde costiero di circa 50.000 mq, accessibile al pubblico, che ospiterà flora e fauna, e sarà attraversato da una passeggiata pedonale di 670 metri che collegherà l’accesso stradale alla nuova foce del Fiume Grande, con un significativo impatto visivo e ambientale.

L’Adsp Mam, una volta realizzata la cassa di colmata, potrà quindi avviare il dragaggio dei fondali per avere fondali più profondi nelle aree maggiormente operative: da circa -8.0 mt (batimetria media attuale) a -12.0 sotto il livello del mare, nell’area di S. Apollinare; da circa -11mt (batimetria media attuale) fino a -14.0 sotto il livello del mare, lungo il canale di accesso al porto interno; da circa -11mt (batimetria media attuale) fino a -14.0 sotto il livello del mare, nell’area di contorno alle calate di Costa Morena.

In un sito Sin caratterizzato da aree potenzialmente contaminate molto estese classificate come “dannose” dallo Stato italiano, quale è Brindisi, lo strumento maggiormente sostenibile, dal punto di vista sia finanziario sia ambientale, che la legge indica per gestire i materiali rivenienti dai dragaggi in aree estese è appunto – spiega l’ente – la realizzazione di una vasca di colmata.

Nel decreto, consultabile sul portale del Ministero della Transizione Ecologica, è specificato che tutti gli interventi afferenti al progetto devono essere monitorati e svolti sotto la vigilanza dell’Arpa Puglia.

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