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Nuova diga di Genova definanziata per 50 milioni e al 2,5% della Fase A

Autostrade per l’Italia, intanto, appalta senza gara alla sua controllata Amplia Infrastructure altri lavori del tunnel subportuale. Via libera alle (100) assunzioni della Culmv

di Andrea Moizo
24 Aprile 2025
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S’aggrava il quadro finanziario della nuova diga foranea di Genova, la principale fra le opere portuali finanziate dal fondo complementare del Pnrr per 830 milioni di euro.

Premesso che né la stazione appaltante (l’Autorità di sistema portuale di Genova) né il commissario straordinario ad hoc (Marco Bucci, presidente della Regione Liguria) hanno ancora fornito chiarimenti sui circa 300 milioni euro di riserve che l’appaltatore della fase A (il consorzio Pergenova Breakwater) avrebbe avanzato e che il prestito Bei da 270 milioni di euro ventilato nel 2021 non è ancora stato confermato dalla Banca europea, poche settimane fa era stata SHIPPING ITALY a svelare un aumento del fabbisogno di 140 milioni per la Fase B. Ora l’ulteriore deterioramento della situazione è svelato dal consuntivo 2024 dell’ente portuale e ha a che fare proprio con le risorse del fondo complementare.

Spiega infatti l’Adsp che dei 330 milioni di euro che il governo aveva nel marzo 2024 destinato all’opera, proprio per “ridurre il rischio di interruzioni dovute a carenze di risorse”, il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti “ha comunicato che l’importo di 50 milioni di euro, relativo alla quota 2024 del D.L. n.19/2024 per il finanziamento della Nuova Diga Foranea del Porto di Genova, rientra fra quelli definanziati”. E ciò, si legge ancora nel bilancio, “nonostante le comunicazioni e le richieste inviate ai competenti ministeri” dall’Adsp.

Al momento né l’ente né la struttura commissariale hanno commentato la questione. E neppure confermato che sarebbe allo studio l’ipotesi di inserire la diga nell’elenco di opere a duplice valenza civile-militare cui il Governo, si legge nel recente allegato infrastrutture al Documento di finanza pubblica, sta lavorando “con l’obiettivo di prioritizzare, stante le esigue risorse finanziarie, gli investimenti sulla rete duale (…), in vista del negoziato sul nuovo Bilancio dell’Unione europea 2028-2034”. La valenza militare aprirebbe alla diga la possibilità di accedere agli strumenti che la Commissione europea sta predisponendo in chiave di riarmo, rispetto ai quali il Governo dovrebbe prendere una posizione nelle prossime settimane.

Da registrare, infine, come secondo la relazione annuale approvata oggi insieme al bilancio dell’Adsp di Genova, alla fine del 2024 i lavori di esecuzione di Fase A fossero arrivati al 2,5%, mentre il bilancio di Pergenova riportava che “al 31 dicembre 2024 l’avanzamento della commessa (in cui però è compresa anche la progettazione di entrambe le fasi, nda) risulta del 20% circa”.

Nel frattempo, sul fronte dell’altra opera affidata al commissario Bucci, il tunnel subportuale del porto di Genova, un’ordinanza del direttore tecnico dell’Adsp Fabrizio Mansueto, ha provveduto ad alcune modifiche di viabilità su “istanza della Società Autostrade per l’Italia che, nell’ambito dei lavori di costruzione del tunnel sub-portuale e delle opere accessorie, prevede come attività propedeutiche all’avvio dei lavori la realizzazione del Tombino scatolare Rio San Bartolomeo”.

Né l’ordinanza né una richiesta diretta hanno chiarito a quale titolo Aspi sia stata eletta a stazione appaltante dell’opera e perché, in ogni caso, “i lavori – si legge ancora nell’ordinanza – saranno a cura della Società Amplia Infrastructures S.p.A. appaltatore di Autostrade per l’ltalia (e sua controllata, nda)”, malgrado secondo l’accordo dell’ottobre 2021 da cui ‘nasce’ il tunnel “Aspi si impegna ad eseguire gli interventi (…) esclusivamente mediante procedura ad evidenza pubblica”. Che in questo caso non risulta espletata (come già avvenuto per altri interventi preliminari).

Fra le altre delibere approvate dal Comitato di gestione, infine, c’è anche quella con cui l’Adsp avvierà presso il Mit l’iter per l’ampliamento della pianta organica della Culmv, il fornitore di manodopera temporanea di Genova, ad accogliere un’istanza ancora di recente da quest’ultima formulata. A quanto risulta a SHIPPING ITALY l’aumento dovrebbe essere nell’ordine delle 100 unità. A proposito di Culmv, il bilancio spiega come, a valle dei positivi risultati conseguiti nel risanamento di quest’ultima messo a punto negli ultimi anni, sia stato “rinviato il termine del 31 marzo 2025 per il versamento degli Sfp (strumenti finanziari partecipativi per  6,7 milioni di euro che l’Adsp nel dicembre 2020 s’era impegnata a sottoscrivere a puntello della situazione patrimoniale di Culmv, nda), definendo il calendario dei versamenti a seguito dell’approvazione del bilancio di esercizio 2024 di Culmv e della contestuale presentazione del piano economico-finanziario per il biennio 2025-2026”.

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