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Trevisan illustra dettagli e prospettive della nuova linea ro-ro Midline Shipping fra Italia, Turchia e Libia

Dopo la prima fase di start up è in programma l’impiego di una seconda nave ro-ro che effettuerà una rotazione più ampia fra il Mediterraneo e l’Asia

di Nicola Capuzzo
8 Maggio 2025
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Si prepara a mollare gli ormeggi nei prossimi giorni la nuova linea ro-ro che la nuova compagnia Midline Shipping si appresta a operare dal terminal Fhp di Chioggia per Benghazi e Misurata in Libia e per altre destinazioni del Mediterraneo orientale. A presentarla a SHIPPING ITALY è Loris Trevisan, vertice della società Agencies Srl di Venezia, che di questa nuova linea sarà agente generale per l’Europa e la Turchia e che in questi giorni si trova proprio a Izmir per accogliere la nave ro-ro Mimer presa in charter e dare il via alla rotazione.

“Abbiamo scelto di aprire una nuova linea ro-ro dall’Adriatico sulla Libia per il motivo di evitare una concorrenza con altri piccoli operatori come noi che offrono servizi analoghi (su Misurata) dal Tirreno; un servizio dall’ Adriatico si

Rivolge, oltre alla clientela del Nord Italia, anche ai mercati limitrofi di Germania, Austria ed Est Europa” spiega Trevisan.

Che poi aggiunge già alcune novità future: “È nei nostri piani aggiungere anche uno scalo in Adriatico meridionale (Bari o Brindisi) che decideremo nelle prossime settimane. Il nostro ‘core port’ in Libia sarà invece Benghazi, anche perché i miei partner nell’ iniziativa sono di quella città”.

Le potenzialità del mercato libico sono ormai note: “Non scendo in particolari di carattere ‘politico’ ma come sappiamo tutti la Libia, seppur sulla mappa una nazione unita, di fatto è divisa in due paesi: l’ovest (che include Tripoli e Misurata) sotto il Governo internazionalmente riconosciuto, e l’est (che include da Sirte a Benghazi e Tobruk) che è governato da una giunta militare, molto gradita dalla popolazione locale. Io sono stato di recente a Benghazi ed ho visto una città in fermento, con centinaia di cantieri al lavoro ed una vita cittadina assolutamente tranquilla” racconta Trevisan.

A proposito del servizio offerto Midline Shipping effettuerà un ‘loop’ Adriatico, con scali a Izmir e Benghazi, che prosegue poi con un ‘loop’ east-Med con approdi ad Alexandria, Mersin, Benghazi e Misurata, per poi riposizionarsi in Adriatico ogni 16-18 giorni. “In questo modo andiamo a coprire sia il mercato Italiano (ed europeo) sia quello turco, che sono i due mercati di principale interscambio con la Libia” spiega ancora l’agente marittimo veneto.

“Non faremo grande concorrenza – aggiunge – perché mentre gli altri operatori dal Tirreno si rivolgono principalmente al mercato degli automezzi usati, noi ci focalizzeremo principalmente su macchinari e project cargo, motivo per il quale abbiamo preso in time-charter una nave con notevole altezza al main-deck, una rampa con capacità di 180 tonnellate e una velocità di servizio intorno ai 14 nodi. Abbiamo già siglato degli accordi di collaborazione con grossi operatori ro-ro che hanno servizi da e per Far East e Medio Oriente, con i quali utilizzeremo alcuni porti di comune approdo (in Turchia e in Egitto) per trasbordare loro partite di rotabili (in piccole quantità che non giustificano il loro scalo diretto) per la Libia e noi produrre carichi in uscita al contrario, per destinazione in Mar Rosso, Golfo Persico e Far East (non servite con la nostra nave)”.

A proposito degli sviluppi futuri attesi, Trevisan preannuncia che, “dopo i primi 5-6 mesi di operatività, abbiamo in programma di immettere una seconda nave, di maggiore capacità, per andare noi direttamente in Mar Rosso e Golfo Persico combinando con la nave più piccola (Mimer) attività intra-Mediterraneo di complemento al servizio più lungo”.

Esistono, però, anche criticità da tenere in attenta considerazione. “Uno dei fattori chiave per questo tipo di attività – conclude il numero uno di Agencies – è quello di disporre di adeguati spazi a terra (terminal) dove stoccare gli automezzi e macchine operatrici in attesa della nave. Non avendo spazi a porto Marghera ci siamo orientati su Chioggia, che disponeva invece di adeguati spazi, e dove abbiamo portato una ‘ventata di novità’ con questo servizio che non avevano mai visto, seppure lottando con procedure burocratiche non troppo ‘market oriented’.”

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