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Economia

Dietrofront di Aponte e Onorato davanti all’Antitrust: Msc rinuncia al suo 49% in Moby

Pur non riconoscendo errori o colpe nelle operazioni e nel lavoro fin qui svolto, le due società cercano di chiudere in anticipo l’istruttoria per evitare possibili sanzioni in materia di concorrenza sulle rotte verso Sardegna e Sicilia

di Nicola Capuzzo
16 Luglio 2025
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Pur non riconoscendo di aver fatto alcunchè di sbagliato, ma al fine di evitare che l’Autorità Garante per la Concorrenza e il Mercato proceda e possa comminare una sanzione per condotta anticoncorrenziale a seguito dell’istruttoria avviata lo scorso novembre, Msc si impegna a vendere entro l’anno il suo 49% in Moby, rinunciando anche al diritto di pegno sul restante 51% del capitale, mentre la ‘balena blu’ restituirà al suo salvatore quanto ancora rimane del finanziamento da 243 milioni di euro concesso a dicembre 2023 per chiudere il concordato preventivo (il credito fra le parti era stato appunto garantito con un diritto di pegno sul 51% della società controllata da Onorato Armatori).

Dopo l’avvenuto salvataggio finanziario, la cessione di alcuni traghetti (Sharden e Moby Vinci da Tirrrenia Cin a Gnv) e il passaggio della divisione rimorchiatori operativi nei porti della Sardegna, potrebbe dunque concludersi con una completa uscita di scena di Msc da Moby questa lunga operazione nata quando il concordato preventivo e il debito con lo Stato per le rate non pagate a Tirrenia in Amministrazione straordinaria (180 milioni di euro) per l’acquisto della ex compagnia di navigazione pubblica, oltre ai crediti con banche, fornitori e obbligazionisti, avevano imposto a Onorato di trovare un salvagente per evitare il fallimento.

Non è ancora detta però l’ultima parola perchè, come precisa l’Antitrust nel provvedimento appena pubblicato, serve prima una consultazione degli operatori del mercato ed “eventuali osservazioni sugli impegni presentati dalle società SAS Shipping Agencies Services SARL, GNV S.p.A. e MOBY S.p.A. dovranno pervenire per iscritto entro e non oltre il 16 agosto 2025” (c’è da aspettarsi che le osservazioni di Grimaldi Group non mancheranno). Poi “eventuali rappresentazioni da parte delle società SAS Shipping Agencies Services SARL, GNV S.p.A. e MOBY S.p.A. della propria posizione in relazione alle osservazioni presentate da terzi sugli impegni, nonché l’eventuale introduzione di modifiche accessorie agli stessi, dovranno pervenire per iscritto all’Autorità entro e non oltre il 15 settembre 2025”.

In attesa di capire se e quali osservazioni perverrano, l’Agcm ritiene che “i profili anticoncorrenziali oggetto dell’istruttoria possano in linea di principio essere definiti con una decisione con impegni” e quindi sono considerati sufficienti per chiudere l’istruttoria che ha “a oggetto la valutazione dell’idoneità del legame strutturale tra Moby e GNV, determinato dall’acquisizione della partecipazione del 49% di SAS nel capitale di Moby, nonché dal finanziamento di SAS a Moby del dicembre 2023, a produrre effetti restrittivi consistenti nel deterioramento delle dinamiche concorrenziali sui mercati interessati”. Nello specifico sotto la lente sono finiti i servizi di trasporto marittimo di merci e passeggeri sulle rotte Civitavecchia – Olbia, Genova – Olbia, Genova – Porto Torres e Napoli – Palermo.

Per chiudere anticipatamente questa istruttoria (senza l’eventuale accertamento di alcuna infrazione con conseguenti sanzioni), gli impegni che Sas, Gnv e Moby hanno proposto con comunicazioni pervenute all’Antitrust il 10 e 11 luglio scorsi sono le seguenti.

SAS Shipping Agencies Services Sarl si impegna 1) alla cessione immediata del 49% detenuto in Moby con rinuncia al corrispettivo a favore dell’azionista di maggioranza (dunque Gianluigi Aponte non richiede nemmeno indietro i 150 milioni versati a Vincenzo Onorato per la quota acquistata, ndr); 2) alla rinuncia immediata al pegno sul 51% del capitale di Moby; 3) alla cessione del credito verso Moby a società terza indipendente e/o abbattimento totale o parziale dello stesso in tempi brevi, già entro fine 2025.

Gnv a sua volta si impegna a offrire un ristoro economico in favore dei consumatori che hanno viaggiato sulle rotte oggetto di istruttoria; mentre Moby promette 1) la realizzazione di un piano di cessioni finalizzato a estinguere il debito nei confronti di SAS; 2) l’impegno della società a prendere parte e sottoscrivere l’accordo di cessione da parte di SAS del 49% del capitale; 3) offrire anch’essa forme di ristoro economico a beneficio dei consumatori che hanno viaggiato sulle rotte oggetto di istruttoria.

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