Le maggiori associazioni mondiali dello shipping supportano il Net-Zero Framework
Armatori, operatori e lavoratori delle navi, autorità portuali e fornitori di bunker spingono per l’adozione del pacchetto Imo per la decarbonizzazione

Con una nota congiunta diverse associazioni internazionali degli armatori – l’Asian Shipowners’ Association (Asa), l’European Community Shipowners (Ecsa), l’International Chamber of Shipping (Ics) e il World Shipping Council (Wsc) -, il sindacato internazionale dei lavoratori dei trasporti Itf, l’associazione internazionale dei porti Iaph e l’International Bunker Industry Association (Ibia) hanno ribadito il loro forte sostegno all’adozione da parte dei governi presso l’International Maritime Organization (Imo) del Net-Zero Framework, la bozza di regolamento per la decarbonizzazione del trasporto marittimo approvata dal Marine Environment Protection Committee (Mepc) dell’imo lo scorso aprile.
L’iniziativa arriva a pochi giorni dalla sessione straordinaria del Mepc che si terrà dal 14 al 17 ottobre prossimi a Londra, dalla quale si attende l’approvazione del regolamento.
Il Net-Zero Framework dell’Imo è un sistema delle Nazioni Unite per la determinazione del prezzo delle emissioni del trasporto marittimo. Si applicherà a partire dal 2028 al trasporto marittimo nei paesi membri dell’Imo, applicando un prezzo del carbonio di 100 dollari per tonnellata di CO2 equivalente.
Le sette associazioni hanno ricordato che “l’industria globale rimane pienamente impegnata a collaborare con gli Stati membri dell’Imo per attuare con successo questo pacchetto normativo attentamente bilanciato per raggiungere emissioni nette di gas serra pari a zero entro o vicino al 2050, con gli incentivi necessari per ridurre il rischio degli investimenti in nuovi carburanti marini ecologici per accelerare la decarbonizzazione totale del trasporto marittimo internazionale e attuare una transizione giusta per la forza lavoro marittima. Solo regole globali potranno decarbonizzare un’industria globale. Senza il Framework, il settore marittimo rischierebbe di ritrovarsi in un mosaico crescente di normative unilaterali, aumentando i costi senza contribuire efficacemente alla decarbonizzazione”.
Secondo le sigle questo supporto dell’industria rappresenta “un’opportunità unica e storica per i governi di mettere in atto un quadro globale completo, che sarà rigorosamente applicato in tutto il mondo, per incentivare la transizione del settore marittimo verso emissioni nette pari a zero, garantendo al contempo condizioni di parità. Il settore del trasporto marittimo, che movimenta il 90% del commercio mondiale, è pronto a svolgere il suo importante ruolo nel garantire un futuro sostenibile”.
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