Nuova diga di Genova: posato il 15° cassone e superate le 50mila colonne di ghiaia
Webuild in corsa contro il tempo per restare al passo col cronoprogramma. In arrivo quattro mezzi navali per le opere marittime

Il Consorzio PerGenova Breakwater, guidato da Webuild, ha annunciato il posizionamento appena avvenuto del 15° cassone e il superamento della soglia delle 50 mila colonne di ghiaia per il basamento della nuova diga di Genova in costruzione. Un risultato che porta l’opera, realizzata per conto dell’Adsp del Mar Ligure Occidentale, al 79% del totale previsto per il consolidamento, con un avanzamento complessivo della ghiaia posata pari all’87%.
Progressi definiti cruciali dal cantiere per quelle fondamenta che rappresentano la “spina dorsale” invisibile dell’opera. Tra le attività completate figura anche l’installazione dei dreni (lunghi 22 metri e posati a 30 metri di profondità), elementi essenziali per stabilizzare e regolarizzare il piano di appoggio della diga.
Il consorzio costruttore evidenzia che la complessità dell’infrastruttura, che poggia su fondali fino a 50 metri, ha imposto un’importante gestione del rischio geotecnico. È stata infatti incaricata per un monitoraggio high-tech la società Socotec con la sua divisione specializzata: il fondale è scansionato costantemente da una rete di piezometri, inclinometri e profilometri. Questi “occhi della diga” traducono le pressioni e gli assestamenti dei fondali in dati ingegneristici in tempo reale, permettendo ai tecnici a bordo dell’imbarcazione Implacabile di operare con precisione chirurgica su turni di 12 ore, sette giorni su sette.
Nonostante la posa del quindicesimo blocco, il confronto con il cronoprogramma esecutivo evidenzia ancora un lieve ritardo: la fase di “Posa Cassoni C34-C40” (il 15° posato rientra in questo lotto) avrebbe dovuto concludersi, secondo le previsioni, entro il 21 ottobre 2025. Ad oggi, 12 dicembre, si registra dunque un ritardo di circa sette settimane su questa specifica linea di attività.
Diverso e più lineare lo scenario sul consolidamento del fondale. Con il 79% delle colonne completato e un trend di avanzamento del 5,4% registrato negli ultimi 70 giorni (era il 73,6% al 3 ottobre), la proiezione matematica indica un fabbisogno di altri 272 giorni lavorativi per completare il restante 21%. Questo porterebbe la fine del consolidamento profondo intorno a Ferragosto 2026: una data che risulta sostanzialmente coerente con le previsioni tecniche per le sezioni più profonde, la cui chiusura era già stimata per la fine dell’estate 2026.
In questo contesto si inserisce il potenziamento logistico dei mezzi navali utilzizati per i lavori, confermato da recenti ordinanze della Capitaneria di Porto di Genova. A supportare le opere marittime sono arrivate infatti quattro unità navali: il motopontone Redeemer dell’armatore locale P&S Marine Srl di Savona (famiglia Spezialetti), le navi Cavalier Sergio e Sider Bear, il motopontone San Gennaro.
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