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Difesa, crociere, underwater e Vietnam spingeranno i risultati di Fincantieri nel piano 2026-2030

Il piano industriale prevede la crescita di ogni filone di business e traguarda i 12,5 miliardi di euro di fatturato e il mezzo miliardo di utile netto

di Redazione SHIPPING ITALY
16 Dicembre 2025
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Fincantieri ha reso noto che “il piano industriale 2026-2030 prevede una crescita dei ricavi in tutti i segmenti di business (12,5 miliardi di euro nel 2030), accompagnata da un significativo aumento dei margini (1,25 miliardi di Ebitda nel 2030), anche grazie alle iniziative di efficientamento e all’evoluzione del business mix, e da un utile netto in progressiva espansione per raggiungere circa 500 milioni di euro al 2030. Nel periodo di piano si prevede un’accelerazione della generazione di cassa che porterà ad un’ulteriore riduzione della leva finanziaria”.

Il piano appena approvato dal Consiglio d’amministrazione preconizza lo sviluppo di ogni filone di business, ventilando fra l’altro “una maggiore valorizzazione degli asset ad alta produttività in Vietnam” e il “forte sviluppo in ambito della difesa, civile e dual-use, spinto da sinergie con l’underwater convenzionale e da una rete di accordi e partnership che garantisce un presidio completo della domanda, senza escludere opportunità di crescita inorganica”.

Nel complesso Fincantieri si attende “oltre 50 miliardi di euro di nuovi ordini attesi tra il 2026 e il 2030”. In particolare nel settore crocieristico “Fincantieri conferma la propria leadership, con oltre il 49% di quota di mercato, 34 navi in portafoglio e consegne previste fino al 2036, vantando tra i propri clienti i principali player mondiali del turismo crocieristico. Il prossimo ciclo industriale di questo settore sarà caratterizzato da una serie di dinamiche positive: una crescita dei crocieristi del 4,5% medio annuo (nel periodo 2024-2032), favorita da un bacino totale di turisti di cui meno del 2% opta attualmente per una crociera, dall’ottimo rapporto qualità-prezzo del prodotto crocieristico e dalla crescente segmentazione dell’offerta; la saturazione della capacità produttiva in Europa e la digitalizzazione e la transizione ecologica, che spingono la domanda di navi dotate di tecnologie all’avanguardia e di sistemi di propulsione di nuova generazione”.

Secondo Fincantieri la crescita di turisti, crocieristi e settore ludico non contrasta con la parallela previsione di sviluppo del settore militare e crescita generalizzata delle spese belliche: “L’attuale complesso contesto geopolitico offre significative opportunità di sviluppo nella Difesa, un settore in cui il budget globale allocato dai governi è atteso raggiungere 2,93 trilioni di dollari nel 2030, in incremento del 18,6% rispetto al 2025 (2,47 trilioni), con una spesa per unità navali prevista crescere in linea con tale trend”. Tanto che “il gruppo ha individuato opportunità commerciali nel triennio 2026-2028 per oltre euro 56 miliardi di cui circa 23 miliardi con probabilità medio-alta di successo”.

Potenzialità anche nel settore energetico “Fincantieri si conferma tra i principali player a livello globale nel settore Offshore e navi speciali, un comparto sostenuto da una domanda energetica attesa in crescita, con l’offshore wind atteso in crescita al 6-7% medio annuo al 2050 e l’offshore Oil & Gas che rappresenta ancora il 16% dell’offerta energetica globale, e trainato da altri segmenti di mercato ad alta crescita come posacavi e rompighiaccio”. In questo caso “il mercato accessibile per Fincantieri nel periodo 2026-2030 è stimato in circa 130-140 unità newbuild”.

La doppia valenza civile e militare trainerà poi il “segmento underwater, avviato a maggio 2025: il mercato di riferimento è previsto raddoppiare nel periodo 2026-2030 da circa euro 22 miliardi a euro 43 miliardi. In ambito difesa, la crescita è trainata sia dal business convenzionale (che comprende sottomarini, effettori e sistemi sonar) sia dalla crescente necessità di disporre di soluzioni per missioni di Mine Warfare, Isr (Intelligence, Surveillance and Reconnaissance) e Asw (Anti- Submarine Warfare), in risposta a minacce sempre più ibride e asimmetriche. In ambito civile, il potenziale di crescita è altrettanto rilevante, alimentato dall’urgenza di monitorare, conservare e proteggere le infrastrutture subacquee – come i cavi sottomarini – e asset critici come i porti”.

“Nei prossimi anni – ha commentato Pierroberto Folgiero, a.d. e direttore generale – raddoppieremo la capacità produttiva nei cantieri italiani della Difesa, incrementeremo la competitività nei segmenti civili e offshore, consolideremo il nostro ruolo in un settore strategico come quello dell’underwater e saremo pronti a cogliere nuove opportunità in mercati internazionali. Proseguiamo i progetti strategici avviati nel precedente Piano, puntando sull’integrazione tra nave fisica e nave digitale, con lo sviluppo della ‘navis sapiens’ e l’evoluzione dei sistemi di propulsione verso soluzioni sempre più sostenibili, dai carburanti puliti all’idrogeno, fino all’ambizione del nucleare”.

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