Livorno, al via consultazione dell’Adsp per l’ex Ltm
L’ente punta a trovare un concessionario al massimo a partire dal 2017. Preconizzata la clausola sociale per i dipendenti della società di Moby

Come annunciato, in parallelo alla ricerca di terminalisti che utilizzino gli spazi nel 2026, l’Autorità di sistema portuale di Livorno ha cominciato a guardare anche al futuro a medio e lungo termine per l’ormai quasi ex Ltm – Livorno Terminal Marittimo.
La concessione della società del gruppo Moby scadrà a fine anno e, come noto, non sarà rinnovata. Lorenzini ha avanzato istanza per l’occupazione temporanea di circa metà delle aree e Adsp pochi giorni fa ha pubblicato la domanda, a sua volta avviando una ricerca complementare per l’altra metà, evidenziando però la temporaneità della soluzione in attesa di una procedura più articolata e a lungo termine.
Che ora segna il primo step.
L’ente ha infatti formalmente avviato una “consultazione preliminare di mercato per l’affidamento in concessione, ex art. 18 della Legge, dei beni demaniali marittimi ubicati presso la Darsena Uno e la Calata Bengasi del Porto di Livorno”. L’iniziativa è mirata a “sondare l’interesse da parte degli operatori di mercato all’assentimento dei medesimi beni demaniali e consentire loro di proporre contributi, dati, documenti ed elementi idonei a pervenire alla miglior valorizzazione dell’interesse pubblico sotteso alle prospettiche utilizzazioni dei beni demaniali in argomento”.
Gli interessati potranno fornire propri contributi all’Adsp fino al 16 gennaio, giacché è “intendimento dell’Autorità provvedere alla predisposizione dei documenti di cui alla Procedura (invito a presentare offerte e/o bando) nei primi mesi dell’anno 2026, con l’obiettivo di definire l’aggiudicazione nei mesi successivi e immettere l’aggiudicatario della Procedura nel possesso del demanio non oltre il 1° gennaio 2027”.
Il documento contiene una sommaria descrizione degli spazi in questione, ca 87mila mq, 1.300 metri lineari di banchina suddivisi in sei accosti (di cui uno al momento inutilizzabile) con pescaggi compresi fra i 5 e gli 8,5 metri di profondità. Il tutto adibito a traffici di navi ro-ro, con-ro, ro-pax, merci varie.
Oltre alle “condizioni complessive del compendio (banchine incluse) che presentano profili di vetustà e richiedono importanti lavori di riqualificazione”, l’avviso accenna anche alla possibilità che in futuro si proceda alla resecazione di Calata Tripoli e all’esigenza di interventi di dragaggio, ventilando come il tutto sarà oggetto dei futuri accordi fra ente e concessionario.
Ultimo ma non ultimo, data la delicatezza dell’attuale posizione dei circa 50 lavoratori impiegati da Ltm, un paragrafo è dedicato alla futura clausola sociale: “Al fine di promuovere la stabilità occupazionale in ambito portuale l’Autorità potrà prevedere l’inserimento, nell’eventuale Procedura per il rilascio di concessione demaniale, di specifici elementi, anche premiali, atti a garantire il prioritario assorbimento, nell’organico del soggetto aggiudicatario, del personale già operante alle dipendenze del concessionario uscente”.
A.M.
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