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Nell’ultimo anno traffici in chiaroscuro a Trieste, sugli scudi a Monfalcone

Il taglio delle forniture russe gonfia i numeri petroliferi del capoluogo, che beneficia anche dell’assalto di Grimaldi alla Turchia ma sconta le riorganizzazioni nei container

di Redazione SHIPPING ITALY
13 Gennaio 2026
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È stato un anno a due velocità per i porti del nord est.

Secondo una nota appena diffusa dall’Autorità di sistema portuale del mar adriatico orientale, a Trieste la movimentazione è stata stabile nel 2025, con circa 60 milioni di tonnellate (+0,72% sul 2024), anche se con marcate differenze fra i risultati delle diverse merceologie.

Le rinfuse liquide hanno raggiunto 43.057.201 tonnellate (+4,35%), trainate dal greggio sbarcato al terminal Siot, salito a 41.971.782 tonnellate (+4,41%), confermando il ruolo strategico dell’infrastruttura per il sistema energetico dell’Europa centrale. L’aumento è dovuto in larga parte alla maggiore domanda di approvvigionamento petrolifero della Repubblica Ceca a seguito dell’interruzione nel 2025 delle forniture tramite l’oleodotto russo Druzhba.

Con 681.733 teu, il settore container ha registrato una flessione del 19,05%, risentendo di una marcata contrazione dei traffici avviatasi dal secondo semestre dell’anno e legata alla rimodulazione dei servizi dopo la cessazione dell’alleanza 2M. Il calo è concentrato quasi interamente sul trasbordo, sceso a 144.803 teu (–52,81%), mentre i flussi di hinterland sono stati stabili a 536.930 teu (+0,30%). All’interno di questa componente crescono i container pieni, che raggiungono quota 405.015 (+4,90%).

“Questo andamento, pur in presenza di un dato complessivo negativo, conferma la natura di Trieste come porto gateway, orientato ai flussi reali di import-export e non al puro trasbordo. Il calo dei teu non segnala quindi una perdita di competitività, ma una selezione qualitativa dei traffici, con più merci direttamente connesse all’economia produttiva europea” ha spiegato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Marco Consalvo.

Un segnale molto positivo arriva dal segmento delle autostrade del mare: nel 2025 le unità Ro-Ro transitate hanno raggiunto quota 317.296 (+7,42%), anche grazie all’attivazione di nuove linee marittime con la Turchia, confermando il ruolo di Trieste come hub di riferimento per i rotabili tra Mediterraneo ed Europa centrale.

Le merci varie si sono attestate a 16.821.959 tonnellate (–7,46%), a fronte di una generale riorganizzazione dei traffici industriali, mentre le rinfuse solide hanno registrato 112.240 tonnellate (–7,28%), con l’eccezione dei cereali che crescono a 79.042 tonnellate (+4,93%), segno dell’interesse dell’industria alimentare per lo scalo triestino.

Sul fronte ferroviario, il sistema portuale e retroportuale di Trieste e Monfalcone ha movimentato complessivamente 11.600 treni (+3,85%), un risultato positivo ottenuto nonostante i lavori di potenziamento all’interno del porto e la chiusura per lavori del tunnel dei Tauri, che ha causato routing più lunghi e la cancellazione di almeno il 7-9% dei treni ordinari. Nel dettaglio, Trieste registra 7.939 treni (+1,65%), con la Germania che si conferma primo partner commerciale con il 32% del traffico ferroviario, seguita da Austria (19%) e Ungheria (13%), mentre tra le principali destinazioni spicca Budapest con il 12% del totale, davanti a Colonia e Duisburg.

Per il segmento crocieristico, l’attività gestita da Trieste Terminal Passeggeri si è attestata a 425.879 presenze totali (–15,63%).

Per quanto riguarda Monfalcone, il 2025 ha segnato una crescita a doppia cifra in tutti i comparti. Con oltre 4 milioni di tonnellate movimentate (+19,38%), lo scalo isontino non solo accelera rispetto al 2024, ma torna sui livelli del biennio record 2016-2017, quando i volumi avevano superato i 4,63 milioni di tonnellate. La dinamica è diffusa a tutte le categorie merceologiche ed è trainata in particolare dalle rinfuse solide, con 3.488.596 tonnellate (+21,92%). Le merci varie sono salite a 791.704 tonnellate (+9,32%), mentre il comparto dei veicoli commerciali a 103.397 mezzi (+19,23%). Anche la componente ferroviaria, con 2.239 treni (+21,16%), sostiene l’accelerazione dello scalo, rafforzando l’integrazione di Monfalcone con i nodi logistici regionali.

“Nel loro insieme – conclude Consalvo – i dati del 2025 mostrano un sistema portuale in equilibrio dinamico: Monfalcone accelera con forza, mentre Trieste riduce il peso del puro transito e rafforza la propria funzione di piattaforma energetica e di porta d’accesso marittima dell’Europa centrale. I flussi risultano sempre più connessi all’economia reale dei territori serviti e a un sistema produttivo orientato allo sviluppo del lavoro portuale e ad attività a più alto valore aggiunto”.

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