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Il nuovo cavo subacqueo di Novacavi spinge la miniaturizzazione ancora più in profondità

A Seafuture l’azienda milanese ha presentato il cavo 2GAX215, un tether in fibra ottica neutro galleggiante lungo 6.300 metri. Francesca Faverio racconta le sfide tecniche e l’approccio su misura dell’azienda allo sviluppo dei cavi per i veicoli subacquei

di Giuseppe Orrù
17 Gennaio 2026
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Francesca Faverio Novacavi

La Spezia – Novacavi ha partecipato anche quest’anno a Seafuture con una selezione di cavi speciali per impieghi subacquei, come cavi elettrici e ibridi, cavi tether miniaturizzati, cavi armati elettromeccanici, per sistemi di monitoraggio e sorveglianza subacquea, oltre a soluzioni dedicate a sistemi di bordo e sottomarini.

La novità più attesa era il cavo 2GAX215, un tether in fibra ottica neutro galleggiante, lungo 6.300 metri, dal diametro di soli 5,9 mm e con una resistenza alla trazione di 9,4 kN. È il risultato più recente della ricerca di Novacavi per offrire cavi sempre più miniaturizzati, leggeri e compatti, ma capaci di resistere a sollecitazioni estreme.

“Questo nuovo cavo – spiega Francesca Faverio, responsabile commerciale – nasce dall’esigenza di potenziare il supporto ai veicoli subacquei, che oggi richiedono maggiore lunghezza e leggerezza senza rinunciare alla resistenza. La sfida è combinare queste caratteristiche in un prodotto stabile e performante, capace di trasmettere grandi quantità di dati in tempo reale”.

Il 2GAX215 è stato progettato, testato e poi fornito a un cliente internazionale per un impiego operativo. “Dopo una lunga fase di sviluppo – dice Faverio – lo abbiamo testato sia nei nostri laboratori sia in un centro esterno per prove di trazione e rottura. Abbiamo verificato ogni parametro, dalla galleggiabilità alla resistenza meccanica, fino a raggiungere un equilibrio ottimale tra leggerezza e forza”.

Il mercato, secondo Faverio, sta spingendo con forza verso la miniaturizzazione dei cavi tether, cioè quelli che collegano i Rov ai sistemi di controllo. “I veicoli subacquei – osserva – richiedono cavi sempre più sottili, perché un diametro ridotto riduce la resistenza all’impatto dell’acqua e migliora la manovrabilità. Un cavo più leggero significa meno sforzo per il veicolo e maggiore precisione durante la navigazione e il posizionamento.

La galleggiabilità neutra del nuovo tether è un elemento chiave. “Abbiamo voluto – spiega Faverio – un cavo che fosse leggermente neutro in acqua, in modo da non gravare sul veicolo. È un equilibrio complesso, perché la struttura deve rimanere stabile anche a profondità elevate e in condizioni di forte pressione».

Oltre al 2GAX215, Novacavi continua a sviluppare cavi su misura per progetti particolari. Uno di questi è stato impiegato a Trieste, per un innovativo sistema di manutenzione portuale robotizzata. “Si trattava di un progetto molto diverso – racconta Faverio – pensato per robot che lavorano al posto dei sommozzatori. I cavi, più spessi e con galleggiamento neutro, collegano i robot alla stazione di controllo a terra. Sono come ombelicali che trasmettono energia e dati, consentendo di operare in sicurezza sotto i moli”.

La varietà delle applicazioni impone un approccio progettuale sempre personalizzato. “Ogni progetto – dice Faverio – nasce da un’esigenza specifica del cliente. Non esiste un cavo standard. C’è sempre una fase di analisi dei materiali, di configurazione e di test. La sfida è creare un prodotto che risponda perfettamente a quella singola richiesta, che sia industriale, o militare”.

Il lavoro di sviluppo, racconta ancora Faverio, richiede una forte integrazione tra competenze. “Non è solo una questione di design – sottolinea – ma anche di produzione. Ogni millimetro conta. La costruzione di un cavo di questo tipo comporta la scelta accurata di conduttori, guaine, armature e materiali isolanti, oltre a un controllo rigoroso in ogni fase. C’è un limite fisico sotto il quale non si può scendere, e noi lavoriamo sempre al margine di quel limite.

Secondo Faverio, il futuro dei cavi subacquei passerà per una combinazione di efficienza meccanica, velocità di trasmissione e sostenibilità dei materiali. “Il settore – conclude – sta evolvendo verso soluzioni più leggere e performanti, ma anche verso una maggiore attenzione all’impatto ambientale. Noi vogliamo essere pronti a questa transizione, continuando a innovare su ogni aspetto, dal design alla durata nel tempo”.

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