Il nuovo rigassificatore ‘promette’ 100 metaniere a Taranto nel 2028
Depositata al Mase la documentazione per la realizzazione del nuovo terminale da 12 miliardi di smc sulla testata del Molo Polisettoriale

A quattro mesi dall’istanza, il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica ha dato avvio alla procedura di Valutazione di impatto ambientale del progetto presentato da Taranto Gnl Srl per realizzare un rigassificatore onshore sulla testata del Molo Polisettoriale di Taranto.
La struttura avrà una capacità di rigassificazione di 12 miliardi di smc l’anno (divenendo il maggior rigassificatore del paese) e sarà realizzata entro il 2028, in corrispondenza, si prevede, della ripartenza piena delle attività siderurgiche ex Ilva decarbonizzate, con fabbisogno, si legge nella documentazione, di circa 3,5 mld di smc/anno (per una produzione di 6 milioni di tonnellate di acciaio).
Da un punto di vista portuale-marittimo gli studi redatti dalla società del gruppo africano Denali (con supporto di Rina Consulting) evidenziano come il rigassificatore sarebbe compatibile sia quantitativamente che qualitativamente non solo con l’attuale volume di traffici dell’area portuale interessata, costituita da Polisettoriale e Quinto Sporgente (la banchina prospiciente, a servizio dell’impianto siderurgico), ma anche con la ripresa di movimentazioni legate all’acciaieria: “Il traffico navale delle metaniere non interferisce con il traffico delle bulk carrier per merci metallurgiche, grazie all’ampiezza della Calata 5° e alla disponibilità di banchine sovradimensionate rispetto al flusso delle navi”.
Per quanto riguarda piazzali e banchine, poi, il terminal occuperebbe solo 450 metri di banchina e un’area di 20mila mq, “pari al 20% dell’intera superficie del Molo Polisettoriale che misura 100 ettari”. Secondo le simulazioni di Taranto Gnl, nel 2028 il traffico container del Polisettoriale non supererà i 10mila Teu. Alle due portacontainer/anno ipotizzate si aggiungerebbero 64 rinfusiere al Quinto Sporgente, oltre all’ipotetico traffico legato all’ancora embrionale polo dell’eolico offshore, che, effettuato “dalle banchine di riva del molo polisettoriale, non sposterebbe in modo significativo l’indice di affluenza”.
Quanto al traffico gasiero, “lo Studio di Simulazione dell’ormeggio, a cura di Rina Consulting, con navi metaniere Q-Max, ovvero con metaniere da 266.000 metri cubi che rappresentano la flotta di maggiore capacità di trasporto del Gnl nel mondo, conferma che le fasi di avvicinamento al porto, ingresso al bacino di evoluzione, ormeggio alle esistenti banchine, scarico del Gnl e disormeggio sono compatibili e avverranno in sicurezza”.
Il rigassificatore riceverebbe 100 navi l’anno di 180mila mc di portata media, “con una capacità di scarico di progetto di 12.000 mc/h. A tal fine, saranno presenti: due bracci di scarico liquido, un braccio di scarico vapore, un braccio di scarico ibrido. Il Gnl sarà stoccato in 3 serbatoi della capacità di 160.000 m3 ognuno, ciascuno dotato di due pozzetti contenenti le pompe di bassa pressione per l’invio del Gnl a ricircolo o rigassificazione”.
L’investimento per realizzare il progetto, che non prevede opere a mare, è valutato dal proponente in 518,6 milioni di euro.
A.M.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY
SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI




