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Ddl Risorsa mare, scintille fra Assarmatori e Confindustria Nautica

Capitaneria e Ministero glissano sull’articolo che, caldeggiato dagli industriali, espande le possibilità della locazione di unità da diporto, mentre, per la sigla di Confcommercio, mette a repentaglio la sicurezza a fini di concorrenza sleale

di Andrea Moizo
24 Febbraio 2026
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Ischia porto

Da mesi incardinato in Senato, all’esame dell’ottava Commissione, il Ddl per la valorizzazione della risorsa mare è in gestazione, ma la tensione fra gli stakeholders maggiormente interessati per alcune delle sue previsioni ha cominciato a montare.

A dar fuoco alle polveri è stato il presidente di Assarmatori Stefano Messina, che in un’intervista al quotidiano di Napoli Il Mattino, ha stigmatizzato la “concorrenza sleale” subita dalle compagnie passeggeri operanti nel corto raggio, in particolare nel Golfo del capoluogo campano, ad opera degli operatori del charter nautico, concorrenza che ora il Ddl, secondo l’associazione aderente a Confcommercio, potrebbe ampliare e istituzionalizzare, con nocumento per la sicurezza e in violazione delle convenzioni internazionali sul trasporto passeggeri sottoscritte dall’Italia.

La questione è molto tecnica e riguarda alcuni passaggi dell’articolo 15, che prevede svariate modifiche al Codice della nautica da diporto del 2015. La materia è l’uso commerciale che in via eccezionale (la norma è quello ricreativo) il legislatore consente delle unità da diporto. Il codice oggi prevede due fattispecie, la locazione e il noleggio.

Nel primo caso – che è quello tipico del gruppo di amici, uno dei quali dotato di patente nautica, che intende prendere una barca per una vacanza – il locatore (armatore o proprietario) dà la barca al conduttore, che ne diviene armatore col solo requisito della patente nautica e può trasportarvi il numero di persone (non passeggeri) che ritiene fino a quello consentito dal certificato abilitativo dell’unità. Nel noleggio, il noleggiante mette a disposizione del noleggiatore o di più noleggiatori un’unità armata, dotata di un comandante ed eventuale equipaggio, e mantiene la responsabilità armatoriale.

Da un punto di vista delle dotazioni di sicurezza, le unità sotto i 24 metri locate beneficiano del regime semplificato, rispetto a quello previsto per le unità destinate a fini commerciali, della Direttiva CE 2013/53/UE, mentre se superano i 24 metri devono sottostare al più stringente regolamento di sicurezza contenuto nel D.M. 146/2008. Che si applica direttamente invece nel caso di noleggio, ma solo fino a 12 passeggeri, perché se si vuole superare questo numero (ovviamente laddove il certificato abilitativo lo consenta) l’unità diventa “nave da passeggeri” ai sensi della convenzione Solas, che prevede un regime molto più rigido. Discorso analogo sotto il profilo della certificazione del personale imbarcato e della responsabilità.

Il Ddl introduce un sottotipo di locazione (“Locazione con prescrizione di comandante”) che in sostanza consentirà anche a un’impresa di essere locataria di un’imbarcazione da diporto, affidandone il comando a un soggetto dotato di titoli professionali non meglio precisati. Uno scenario che però, secondo quanto delineato anche in audizione parlamentare da Assarmatori, corrisponderebbe a “un noleggio mascherato da locazione”. Che, insieme ad alcuni correttivi alla disciplina del noleggio, finirebbe per consentire un’attività di trasporto passeggeri con unità e soprattutto regole, molto meno rigorose di quelle per gli usi commerciali, previste per il diporto, per giunta esponendo l’Italia a una violazione della Solas.

A caldeggiare la norma, si evince dalla documentazione parlamentare, è stata in particolare Confindustria Nautica, che ha rintuzzato le accuse e difeso l’impianto del Ddl quale strumento di contrasto della concorrenza estera, soprattutto francese, nel settore del charter nautico. Anche se, di fronte ai rilievi di alcuni senatori – in particolare a coloro che ipotizzavano come la nuova norma potrebbe consentire ad esempio a un hotel di locare un’imbarcazione e offrire servizi di linea in concorrenza sottoqualificata rispetto agli operatori del trasporto – il responsabile dei rapporti istituzionali di Confindustria Roberto Neglia ne ha riconosciuto le ragioni, dicendosi aperto a un emendamento che limiti la locazione con prescrizione a persone fisiche.

Nella proposta emendativa avanzata da Assarmatori c’è anche l’esplicito limite delle 12 persone, ma né Neglia né Confindustria Nautica hanno risposto a Shipping Italy sull’eventuale condivisione di una tale proposta. Da notare come il tema non sia stato affrontato dal documento depositato in Senato dal Comando generale delle Capitanerie: “Non abbiamo – e non ci è stata chiesta – una posizione perché non siamo noi legittimati ad esprimerla, quanto piuttosto la competente direzione generale del Ministero delle infrastrutture e dei trasporto” ha spiegato un portavoce. Che ad oggi non ha però rilasciato un parere ai senatori né ha chiarito se sia intenzionato a farlo.

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