La Navarm a caccia di (almeno) un bacino galleggiante da 10.000 tonnellate per Taranto
Via a una procedura pubblica da 132,7 milioni di euro che prevede l’acquisto di un impianto anche per Augusta
Navarm – ovvero la Direzione Nazionale degli Armamenti Navali del Ministero della Difesa- ha avviato una procedura per acquisire fino a due bacini galleggianti da 10.000 tonnellate di portata massima, destinati rispettivamente alle basi di Taranto e Augusta.
L’operazione rientra nel programma pluriennale Smd 20/2023, noto anche come ‘Piano rinnovamento Arsenali’, volto a incrementarne la capacità di manutenzione delle navi di ultima generazione, e ha un quadro economico complessivo (se tutte le opzioni saranno esercitate) di 132,7 milioni di euro.
Punto fermo dell’intervento è l’acquisizione di un bacino galleggiante da 10.000 tonnellate per la base di Taranto, nell’ambito di una fornitura che dovrà comprendere anche il supporto logistico iniziale (Ils), gli adeguamenti infrastrutturali e impiantistici e una garanzia di 12 mesi, per la quale è previsto un budget di 61,43 milioni di euro.
A questa – che costituisce il primo lotto della gara – potranno aggiungersi anche attività di Temporary Support e management quinquennale dello stesso bacino (lotto 2, 7 milioni di euro), nonché l’acquisto di un secondo impianto dello stesso tipo da destinare ad Augusta (lotto 3, da 57,05 milioni inclusi Ils e lavori infrastrutturali) e infine, anche per questo, il management dello stesso per 5 anni (lotto 4 da 7 milioni). Importi che, sommati ad alcune quote per gli incentivi tecnici, portano il valore complessivo della procedura a circa 132,7 milioni di euro. Da evidenziare che la gara, che ha la forma di una procedura ristretta, non prevede l’aggiudicazione per lotti separati, ma a un unico operatore dotato della Design Authority, per “ragioni connesse all’efficienza della prestazione ed alla natura tecnica ed amministrativa” dei lotti.
Rispetto alle caratteristiche dei due impianti, la documentazione chiarisce che le strutture, in acciaio, dovranno essere realizzate “con un pontone continuo centrale e due torri laterali a profilo trapezoidale”. Il pontone e le murate laterali “costituiranno un corpo unico e strutturato per conferire al bacino la necessaria robustezza per sopportare gli sforzi a cui esso è sottoposto”. Le torri avranno almeno due grandi aperture simmetriche utili a consentire l’ormeggio di una unità navale (“almeno le classi Orizzonte, Fremm e Ppa) di fianco.
Relativamente alle dimensioni, queste dovranno consistere in una lunghezza fuori tutto massima da 200 metri (da confermare nel progetto), una larghezza massima (vincolante) di 40 metri, una immersione e pescaggio massimi (vincolanti) di 14,5 metri.
Il dimensionamento degli impianti dovrà inoltre “perseguire l’ottenimento di rapidi tempi di manovra”, con tempi di affondamento e sollevamento massimi di 2 ore e trenta minuti.
Quanto ai tempi per la fornitura, la procedura indica per il lotto 1 una durata contrattuale di 46 mesi dall’avvio formale (12 mesi per la fase di progettazione più 34 mesi per costruzione e consegna del bacino), che dovrà essere rispettata anche nel caso di attivazione dei lotti successivi.
F.M.
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