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Fit-Cisl sui porti: “Regole nazionali chiare, competenze distinte e tutele sostenibili”

Auspicato l’avvio in tempi brevi di un confronto con Ministero dei Trasporti, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali “per inaugurare un percorso condiviso di aggiornamento normativo”

di REDAZIONE SHIPPING ITALY
4 Marzo 2026
Stampa
PSA SECH – gruista – lavoratore portuale

“Il sistema portuale italiano ha bisogno di regole più chiare, applicate allo stesso modo in tutti i porti e di un quadro regolatorio stabile. L’obiettivo non è accentrare poteri, ma chiarire le competenze, evitando sovrapposizioni tra funzioni di sicurezza – che restano proprie dell’Autorità marittima – e funzioni di regolazione economica e organizzativa, che spettano alle Autorità di sistema portuale”: questo è quanto dichiara in una nota il sindacato Fit-Cisl a margine della riunione dell’Area contrattuale dei Porti riunita a Roma per esaminare le proposte di aggiornamento della disciplina del mercato regolato portuale. “Un quadro normativo uniforme riduce le incertezze, rafforza la fiducia e rende più semplice programmare investimenti e occupazione, limitando possibili contenziosi e disparità tra scali” affermano i rappresentati dei lavoratori.

Sul tema degli affidamenti tra concessionari e imprese portuali, Fit-Cisl sostiene l’introduzione di parametri oggettivi che distinguano in modo netto l’appalto genuino dalla mera intermediazione di manodopera, nel rispetto dell’autonomia organizzativa dell’appaltatore, del rischio d’impresa e della responsabilità gestionale. “Non si tratta di irrigidire il mercato – sottolinea ancora la nota – ma di garantire che la concorrenza si giochi sull’efficienza e sull’innovazione, non sulla compressione dei diritti o  peggio ancora sulla mancata applicazione delle norme contrattuali a partire dal salario e dalle norme di impiego”.

Il sindacato sottolinea che “nei servizi essenziali che garantiscono il funzionamento quotidiano dei porti non possono esistere lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Quando attività fondamentali vengono svolte all’interno dello stesso ciclo operativo portuale, è necessario garantire standard minimi omogenei di tutela e di trattamento economico. Non è solo un tema sindacale: è una condizione per evitare dumping contrattuale e assicurare una concorrenza corretta tra le imprese che operano nei porti”.

Sul lavoro portuale temporaneo, Fit-Cisl evidenzia la necessità di rendere effettivi gli strumenti già previsti dalla legge, con criteri trasparenti e verifiche di sostenibilità finanziaria. “Le misure di sostegno – si legge – devono essere correlate ai reali andamenti dei traffici e compatibili con gli equilibri di bilancio delle Autorità. Stabilità occupazionale e sostenibilità economica devono procedere insieme”.

Nel corso della riunione è stato affrontato anche il tema della gravosità di alcune mansioni portuali: “Il riconoscimento della specificità delle attività portuali deve poggiare su criteri oggettivi, tecnico-medici e previdenziali, con coperture certe e platee definite. È un tema di equità e di responsabilità istituzionale” afferma ancora la nota.

Fit-Cisl ribadisce a richiesta che nei servizi di interesse generale operanti in ambito portuale siano garantiti trattamenti economici e normativi coerenti con il contratto collettivo di riferimento del settore, Ccnl dei lavoratori dei Porti, attraverso strumenti giuridicamente solidi e rispettosi dell’autonomia contrattuale.

“Auspichiamo l’avvio in tempi brevi di un confronto con Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali, per inaugurare un percorso condiviso di aggiornamento normativo che rafforzi insieme efficienza operativa, certezza giuridica e tutela del lavoro” conclude il sindacato.

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