Salvini: “Stop all’Ets e Porti d’Italia Spa al via entro l’anno”
Grimaldi (Alis) e Zanetti (Confitarma) lanciano appelli per i marittimi e per le navi italiane in Golfo Persico

Verona – Il cuore della riforma portuale targata Rixi inizierà a muovere i primi passi non prima di fine anno (a pochi mesi dalle prossime elezioni politiche in programma nel 2027).
Ad annunciarlo, dal palco della fiera LetExpo organizzata da Alis e che ha preso avvio a Verona, è stato il Ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Matteo Salvini. Intervistato da Bruno Vespa, il vicepremier ha detto: “Porti d’Italia S.p.A. è stata approvata, ci ha lavorato il viceministro Rixi che sarà ospite nei prossimi giorni di Let Expo. È un’innovazione assolutamente fondamentale, lo dico da autonomista, per coordinare immensi fondi; stiamo parlando di svariati miliardi di euro, che il ministero sta erogando per lo sviluppo di tutte le autorità portuali”. Sarà “un’autorità di coordinamento senza togliere autonomia a nessuno, però darà a ogni singolo porto il suo focus e la sua priorità. Mi sembra ragionevole perché Trieste è diversa da Genova, perché Napoli è diversa da Taranto, e perché l’Autorità della Sardegna ha obiettivi diversi rispetto a quelli di Livorno o a quelli dell’Adriatico. Conto che la società nasca e quindi cominci a operare e a coordinare tutti gli interventi entro il corrente anno 2026”.
Alla domanda su quale sia il rapporto gerarchico tra l’autorità centrale e le autorità periferiche (le Autorità di sistema portuale), Salvini ha risposto dicendo: “L’autorità centrale coordina gli investimenti di tutte le autorità periferiche, che continuano ad avere i loro presidenti, i loro segretari, i loro comitati di gestione; semplicemente c’è un organismo di supervisione per evitare duplicamenti di investimenti fra porto e porto, che invece devono essere specializzati. Chi fa logistica sa che per competere devi essere iper-specializzato in alcuni settori, non puoi fare 13, 14, 15, 16 duplicati che fanno le stesse cose, devi dare un’anima e una priorità a ogni singola autorità di sviluppo proprio”.
Altro tema sul quale è stato sollecitato il ministro Salvini è l’Ets (Emission trading system). “Dopo lo scoppio del conflitto in Medio Oriente avremmo immediatamente sospeso tasse, divieti vincoli e regolamenti che stanno strangolando le nostre imprese e il settore dei trasporti e della logistica. Non si può andare avanti con l’Ets, si stanno accorgendo che il Green Deal non aveva alcun tipo di senso economico, ambientale, sociale e commerciale. Spero che ci sia una presa di coscienza immediata in queste ore ai vertici della Commissione Europea e che vengano, io direi, definitivamente cancellati, ma sarei eccessivamente ottimista. Spero – ha aggiunto – vengano quantomeno sospese tutte le imposizioni regolamentari, normative e fiscali che stanno mettendo fuori mercato alcuni nostri settori, perché se tassi la portualità europea evidentemente avvantaggi la portualità extra-europea e in un momento come questo, di chiusura dei passaggi e degli stretti, auto-vincolarci mi sembra demenziale”.
Salvini in conclusione ha aggiunto, “pragmaticamente, una riflessione”. Questa: “L’amministrazione americana (gli Usa, ndr), la settimana scorsa, allo scoppio del conflitto e visto l’aumento dei costi di gas e petrolio, ha sospeso alcune sanzioni nei confronti di alcuni paesi, penso l’India, che possono tornare a rifornirsi di energia dalla federazione russa e io mi domando se lo fanno gli Stati Uniti perché non lo può fare l’Unione Europea o l’Italia; noi rischiamo sempre di essere in mezzo e di prendere schiaffoni sia a destra che a sinistra e poi è difficile fare i ministri in queste condizioni”.
Sulla situazione derivante dal conflitto in Iran è intervenuto anche Guido Grimaldi, presidente di Alis, esprimendo “grande preoccupazione per i circa 30 mila marittimi bloccati nello Stretto di Hormuz, molti dei quali italiani, costretti a restare a bordo delle proprie imbarcazioni in condizioni sempre più difficili e precarie. L’allarme che Alis lancia da LetExpo riguarda innanzitutto la sicurezza di questi lavoratori del mare: l’Italia deve intervenire subito per mettere in sicurezza i marittimi bloccati sulle navi e le stesse imbarcazioni. Dallo Stretto di Hormuz transitavano mediamente circa 125 navi al giorno e le conseguenze della sua chiusura potrebbero durare a lungo. Il rischio è quello di bloccare il settore della logistica e l’intero comparto produttivo che dipende dal flusso delle merci. Non va dimenticato che il 40% delle merci del Mediterraneo passa dai porti italiani e da qui raggiunge gran parte dei Paesi europei. Una crisi prolungata – ha concluso Grimaldi – potrebbe mettere seriamente a rischio anche l’approvvigionamento di gas e petrolio e determinare un aumento significativo dei premi assicurativi per il trasporto marittimo”.
A fargli eco anche Mario Zanetti, presidente di Confitarma, che ha scritto al Ministro della Difesa, Guido Crosetto, e per conoscenza al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, oltre alle altre autorità competenti, per richiamare l’attenzione delle istituzioni sull’escalation del rischio per i marittimi impiegati sul naviglio mercantile impegnato nell’area. “La flotta operata dall’armamento italiano svolge un ruolo essenziale per la continuità degli approvvigionamenti energetici e commerciali del Paese e per mantenere attive le rotte del commercio globale. Per questo riteniamo importante il rafforzamento del dispositivo nazionale di presenza e sorveglianza marittima nell’area, anche attraverso il possibile dispiegamento di unità della Marina Militare, a tutela della libertà di navigazione e degli interessi strategici del Paese” sono state le parole di Zanetti.
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