Ancora in calo l’export d’acciaio italiano nell’ultimo anno
Diminuito sia il volume che il valore. Il bresciano resta sul podio delle province siderurgiche
Nel 2025, le esportazioni totali italiane di prodotti della siderurgia, tubi e altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio si sono ridotte in valore del 5,7% rispetto al 2024, scendendo da 20,9 miliardi a 19,7 miliardi di euro. Tale variazione è dovuta al calo sia dei prezzi sia delle quantità vendute.
Lo ha rilevato un’analisi condotta da Siderweb su dati Istat.
Le esportazioni dei primi 20 poli siderurgici italiani sono diminuite da 17,2 a 16,3 miliardi di euro con un calo del 5,1%. Variazioni negative significativamente più alte della media sono state registrate dai poli di Mantova (-14,9%), Milano (-12,8%), Lecco (-12,1%) e Aosta (-11,8%). I poli che hanno registrato invece una variazione positiva sono quelli di Genova (+8,3%), Ravenna (+7,7%), Verona (+5,5%) e Brescia (+2%).
Questi dati confermano il consolidamento della geografia dei poli produttivi dell’acciaio italiani che si è venuta a creare dopo la crisi del 2008-2009. Tale processo traspare, oltre che dall’andamento della produzione, anche da quello delle esportazioni, che hanno registrato una riduzione molto più marcata nelle province dove sono (erano) presenti le aziende siderurgiche di maggiori dimensioni. Infatti, nel 2025 rispetto al 2008, le esportazioni di prodotti siderurgici della provincia di Taranto (dove si trovano le Acciaierie d’Italia, ex Ilva) sono diminuite di circa il 95%, causando l’esclusione dai primi venti poli siderurgici italiani.
Le esportazioni della provincia di Torino (dove c’era lo stabilimento Thyssenkrupp ora chiuso) sono diminuite del 52,2%, provocando la perdita di otto posizioni nella classifica dei primi 20 poli siderurgici italiani. Le esportazioni della provincia di Livorno (dove opera Jsw Steel Italy Piombino, ex Lucchini Siderurgica) si sono ridotte del 60%, provocando la perdita di otto posizioni nella classifica dei primi venti poli siderurgici italiani.
Al vertice dei poli siderurgici nazionali si conferma il polo bresciano, che nel 2025 ha registrato un aumento del 2% delle esportazioni in valore, recuperando una parte del calo registrato l’anno precedente. Ciò ha consentito di aumentare il gap positivo rispetto al secondo polo, quello di Udine, da 3 milioni di euro nel 2024 a 127 milioni nel 2025. Il leggero miglioramento rispetto al 2024 è dovuto a tutte e tre le componenti delle esportazioni: prodotti della siderurgia (+0,5%), tubi (+7,4%) e altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio (+4%). Nei confronti del 2008, le esportazioni in valore del polo siderurgico bresciano presentano ancora una variazione negativa, nonostante rispetto ad allora i prezzi siano aumentati. Ciò significa che le vendite all’estero in quantità sono diminuite, a differenza del polo di Udine che invece ha aumentato le esportazioni in valore nel 2025 rispetto al 2008.
Il polo di Udine ha ridotto del 4,7% le esportazioni di prodotti siderurgici rispetto al 2024, ma ha mantenuto una variazione positiva rispetto al 2008, mostrando una forte resilienza nel medio periodo. Il calo delle vendite all’estero rispetto al 2024 è dovuto ai prodotti della siderurgia (-4,3%) e agli altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio (-8,2%).
Il polo di Cremona ha guadagnato una posizione rispetto al 2024, salendo dal quarto al terzo posto grazie al fatto che le esportazioni sono diminuite (-2,8%) meno di quelle del polo di Mantova (-14,9%). In particolare, l’aumento delle esportazioni di prodotti della siderurgia (+3,2%) ha attenuato il calo di oltre l’8% delle esportazioni di tubi che rappresentano il 43% del totale.
Il polo di Mantova è retrocesso di una posizione a causa della diminuzione di quasi il 22% delle esportazioni di prodotti della siderurgia, che pesano per circa il 60% sul totale. Sono rimaste invece invariate le esportazioni di tubi, che rappresentano il 30% delle vendite all’estero. Rispetto al 2008, le esportazioni totali mantengono un forte incremento (+148,8%) dovuto soprattutto alla crescita dei volumi in quantità.
Questo il resto della classifica. Il polo di Bergamo ha ridotto di quasi il 2% le esportazioni rispetto al 2024 a causa della contrazione del 30% dei prodotti della siderurgia, che pesano per il 10,5% sul totale. Sono invece aumentate del 3,2% le esportazioni di tubi che incidono per l’85% sul totale, mentre le vendite all’estero di altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio, che pesano soltanto per il 4,5%, sono rimaste stabili.
Il polo di Milano ha riportato una contrazione del 12,8% delle esportazioni, imputabile soprattutto ai prodotti della siderurgia (-22,9%), che pesano per il 40%. Più ridotto il calo delle esportazioni di tubi (-2,5%), che rappresentano il 41% del totale, e degli altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio (-12,1%).
Il polo di Vicenza ha visto le esportazioni ridursi del 6,6% rispetto al 2024, in modo non molto diverso tra i tre gruppi di prodotti. Le esportazioni di prodotti della siderurgia, che pesano per il 51%, sono diminuite del 5,3%, quelle di tubi (21%) sono calate dell’11,1% e quelle degli altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio si sono ridotte del 4,9%.
Il polo di Terni ha guadagnato una posizione grazie alla diminuzione delle esportazioni (-7,3%) inferiore a quella del polo di Lecco (-12,1%). Le esportazioni di prodotti della siderurgia, che contano per l’81%, sono diminuite del 7,8%, quelle di tubi del 20,8%, mentre quelle di altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio sono aumentate del 19,7%.
Il polo di Lecco è arretrato di una posizione a causa della contrazione delle esportazioni di tubi del 25,5%, che pesano per il 39% sul totale, e delle esportazioni di altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio (-9,4%), che incidono per il 43% sul totale.
Il polo di Reggio nell’Emilia ha diminuito le esportazioni del 4,8% a causa soprattutto dei tubi (-4,9%), che pesano per il 92% sul totale delle vendite all’estero. Il polo Ravenna ha incrementato del 7,7% le esportazioni grazie ai prodotti della siderurgia (+8,6%), che pesano per il 96%, mentre le esportazioni di altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio sono diminuite del 7,1%.
Il polo di Verona ha aumentato del 5,5% le esportazioni grazie agli altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio (+7,6), che pesano per il 37% sul totale, e dei prodotti della siderurgia (+4,3%), che contano 67%.
Il polo di Aosta ha ridotto le esportazioni dell’11,8% a causa del calo delle vendite all’estero di prodotti della siderurgia (-11,2%), che costituiscono il 65% del totale, e degli altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio (-14,3), che pesano per il 34%.
Il polo di Monza e Brianza ha diminuito le esportazioni del 4,9% a casa soprattutto delle vendite all’estero di tubi (-6,5%), che pesano per il 55% sul totale, mentre sono rimaste stabili quelle di prodotti della siderurgia, che pesano per il 36%.
Il polo di Forlì-Cesena ha contratto le esportazioni del 3,7% a causa del calo delle vendite all’estero di tubi (-2,2%), che incidono per il 91% sul totale, e degli altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio (-20%), che pesano per il 7%.
Il polo di Padova ha ridotto le esportazioni dell’8,5% a causa soprattutto del calo delle vendite all’estero di altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio (-18,9%), che incidono per il 27%, e delle esportazioni di prodotti della siderurgia (-5,1%), che pesano per il 70% sul totale.
Il polo di Torino ha diminuito le esportazioni dell’8% a causa della contrazione delle vendite all’estero di tubi (-10,4%), che pesano per il 56%, degli altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio (-11,1%), che incidono per il 13%, e dei prodotti della siderurgia (-2%), che contano per il 31% sul totale delle esportazioni.
Il polo di Genova ha aumentato le esportazioni dell’8,3% grazie ai prodotti della siderurgia (+17,3%), che rappresentano il 49% del totale, e alle esportazioni di tubi (+45%), che pesano soltanto per il 14%, mentre le vendite all’estero di altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio sono calate del 9,3%.
Il polo di Livorno ha ridotto le esportazioni del 4,6% a causa del calo dei prodotti della siderurgia, che pesano per l’89%, e delle vendite all’estero di tubi (-17,4%), che incidono per il 10,5% sul totale.
Infine, il polo di Alessandria ha diminuito le esportazioni del 4,6%, a causa della contrazione delle vendite all’estero di prodotti della siderurgia (-4,2%), che pesano per il 69%, e dei tubi (-28,6%), che incidono per il 9%. Sono invece aumentate le esportazioni di altri prodotti della prima trasformazione dell’acciaio (+12,1%), che contano per il 22% sul totale.
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