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Ok del Senato al Ddl Mare, prevale la posizione di Assarmatori sul charter nautico

Limitate in Commissione le modifiche estensive alla locazione e al noleggio di unità da diporto. Confindustria Nautica comunque soddisfatta

di Redazione SHIPPING ITALY
26 Marzo 2026
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Il-porto-di-Marina-di-Casamicciola

Il Senato ha approvato in prima lettura il Ddl Valorizzazione risorsa mare presentato dal Ministro delle Politiche del Mare, Nello Musumeci, di concerto con altri 17 Ministri tra cui Economia e finanze, Infrastrutture e trasporti, Imprese e made in Italy, Turismo. Il testo passa ora all’esame della Camera.

Su uno dei passaggi più dibattuti – quello relativo alle modifiche al Codice della nautica che avrebbero introdotto, secondo Assarmatori, un sottotipo di locazione tale da creare, mediante imbarcazioni da diporto, una situazione di concorrenza al trasporto passeggeri a fini commerciali – ha per ora prevalso, previa espressione in tal senso di un parere da parte del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, la posizione dell’associazione degli armatori Assarmatori aderente a Conftrasporto-Confcommercio.

Istituita quindi la locazione con prescrizione di comandante, ma col limite dei 12 passeggeri e della persona fisica come locatario. E cancellato il comma che, nel noleggio a itinerario concordato, stabiliva come nel prezzo sarebbero stati ricompresi tutti i costi.

Nondimeno Confindustria Nautica, che si era spesa anche per questi interventi, per bocca del presidente Piero Formenti ha definito il Ddl come “il più rilevate intervento per il settore dopo la duplice riforma del Codice della nautica del 2018-2020 e l’adozione del nuovo Regolamento di attuazione del 2024”.

È stata infatti accolta “larga parte delle proposte avanzate da Confindustria Nautica anche in sinergia con Federturismo Confindustria, Assomarinas, Federagenti, Confarca e Unasca. Le semplificazioni riguardano procedimenti amministrativi, cantieristica, charter, scuole nautiche e utenti; gli upgrade normativi interessano sicurezza e contrasto ad attività abusive. E, considerate le stime di chiusura del 2025, in contrazione per le unità fino a 24 metri, e la fuga dalla bandiera italiana, assumono particolare significato. Vista l’imminenza dell’inizio della stagione, auspichiamo l’approvazione finale nel più breve tempo possibile. Il prossimo passo è l’adozione del nuovo decreto di sicurezza per le navi da diporto da parte del Mit”.

“Piena” la soddisfazione espressa dal presidente di Assarmatori, Stefano Messina: “Senza entrare nei tecnicismi – commenta il presidente dell’associazione armatoriale – accogliamo con favore questa notizia perché nel testo del decreto finalmente vengono superate, a costo zero per le casse dello Stato, alcune regole ormai non più attuali e viene previsto un più ampio ricorso alla digitalizzazione, mettendo così il settore nelle condizioni migliori per esprimere il suo potenziale a servizio dell’economia italiana. Inoltre, è previsto un aggiornamento anche per quanto riguarda l’arruolamento dei marittimi extracomunitari, residenti in Italia, andando a superare un limite del Codice della Navigazione che fino ad oggi consente l’iscrizione alla Gente di Mare esclusivamente ai cittadini italiani e comunitari”.

L’auspicio di Messina è che “il Ddl, che contiene anche importanti chiarimenti sulla distinzione fra trasporto marittimo e noleggio di unità da diporto, venga adesso approvato anche dalla Camera in tempi stretti. A valle di questo passaggio occorrerà poi riprendere in mano alcuni argomenti che non hanno trovato spazio in questo testo. Ad esempio, è urgente trovare una soluzione alla lacuna generata dalla mancata ratifica della Convenzione di Londra del 1976 sui limiti della responsabilità dell’armatore in materia di crediti marittimi e garantire ai marittimi imbarcati su navi battenti bandiera di Stati dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo lo stesso trattamento fiscale già previsto per i marittimi imbarcati su navi battenti bandiera italiana, dando quindi attuazione a un impegno assunto dall’Italia nei confronti della Commissione europea, nell’ambito della revisione del regime del Registro internazionale. Infine, occorre migliorare i criteri d’assegnazione dei contributi destinati alla formazione iniziale del personale marittimo”.

Apprezzamento anche da Confitarma, che ha sottolineato “come alcune delle misure proposte dall’Associazione siano state recepite nel testo, in particolare sul fronte della semplificazione normativa, elemento essenziale per rafforzare la competitività dell’armamento nazionale in un contesto internazionale sempre più complesso. Ancora più rilevante è il metodo che ha accompagnato la definizione del provvedimento: un ascolto ampio e strutturato di tutte le componenti pubbliche e private che operano nel sistema mare. Un approccio che ha consentito di costruire un quadro organico di intervento sul “patrimonio liquido” del Paese, ponendo le basi per una strategia condivisa di tutela e sviluppo”.

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