Chi ha creato con lui l’impero Msc non ha dubbi: “Gianluigi Aponte rimane al comando”
Maurizio Aponte e Nicola Coccia rivivono alcune tappe del passato: da chi snobbava gli outsider del mercato al sogno di ripercorrere il mito di Achile Lauro
“Il fatto che abbia deciso di cedere il gruppo ai figli non significa certamente che Gianluigi Aponte abbia intenzione di fasi da parte. Costruire per poi tramandare alle successive generazioni fa parte della nostra tradizione; era una cosa programmata già da tempo ed è stata fatta al momento giusto. Ma continuerà a rimanere saldamente al vertice”. A spiegare così a SHIPPING ITALY la scelta di annunciare il passaggio di Msc dal fondatore Gianluigi Aponte ai figli Alexa e Diego è qualcuno che la nascita e la crescita del primo gruppo armatoriale al mondo nel settore container l’ha vissuta direttamente fin dai primi giorni, ovvero il cugino Maurizio Aponte (oggi vertice della compagnia di traghetti Navigazione Libera del Golfo).
“All’epoca eravamo un manipolo di 50 professionisti considerati come gli outsider sul mercato, erano gli anni ’80 e c’erano le conferences nel trasporto marittimo di container. In quegli anni ero operativo in Africa e ricordo quelli del British chi ci trattavano con una certa arroganza, ma in maniera soft: era un piacere fronteggiarli come competitor. Nel settore, però, c’è stato poi grande rispetto per quello che siamo riusciti a fare; anche i concorrenti nel corso degli anni hanno mostrato rispetto e ammirazione per il lavoro che come Msc è stato svolto”. A proposito del cugino Gianluigi Aponte, il cugino dice: “Capitani d’industria che hanno fatto quello che ha realizzato lui in una sola vita ne esistono pochi. Eravamo gli outsider…”.
Mezzo secolo dopo Mediterranean Shipping Company è la compagnia numero uno al mondo per risultati (anche se i bilanci non sono pubblici essendo basata in Svizzera), per numero di navi, capacità di stiva della flotta e per diversificazione oltre che per integrazione verticale.
Anche Nicola Coccia, per molti anni consulente fiscale di fiducia di Gianluigi Aponte per molte società del gruppo e collaboratore della prima ora, è certo che la notizia del passaggio azionario del gruppo sia un riconoscimento ai figli ma non muti l’impegno sul ponte di comando a Ginevra del fondatore. “Lo vedo ancora molto in forma, molto determinato, con grande voglia di fare. La notizia del passaggio di Msc la leggo come un premio e un riconoscimento ai suoi figli, mi sembra tutto abbastanza logico e normale, anche nella programmazione aziendale” dice Coccia. Il cui rapporto con l’esperto armatore di Sorrento risale a “quando era molto giovane, parliamo almeno di una quarantina di anni fa”.
Guardando indietro a quello che ha fatto “la principale considerazione che posso fare è che può essere definito un maestro, ha la capacità di far crescere le persone. C’è una cosa che mi ha sempre detto quando venivano scelti i collaboratori o si dava un incarico a qualcuno: ‘Ognuno di noi non sa dove può arrivare, solo mettendolo alla prova lo possiamo scoprire; quindi è importante accompagnarlo, dargli sicurezza, dargli supporto. Se ci dedichiamo forse scopriamo delle persone di estrema capacità e valore’. Questa filosofia l’ha usata veramente e molti collaboratori gli sono legati proprio perché con la sua presenza hanno potuto tirato fuori le loro capacità, i loro punti di forza in un ambiente di lavoro che li proteggeva e che gli dava sicurezza”. Non è un caso che all’interno del Gruppo Msc uno dei fattori che traspare maggiormente ascoltando cosa dicono e leggendo cosa scrivono i dipendenti è proprio l’attaccamento all’azienda e la stima verso il vertice del gruppo.
Per Coccia la decisione di passare le quote è motivata dal “volere premiare i figli per quello che stanno facendo e che hanno fatto, si sono impegnati notevolmente, ma sono convinto che lui avrà ancora un ruolo di primissimo piano nella progettazione e nella programmazione degli affari. È un uomo che non finirà mai di programmare, progettare e cercare di realizzare cose nuove”.
Coccia ricorda ancora la prima volta che si sono visti: “L’ho conosciuto in un incontro a Ginevra perché mi voleva affidare una consulenza ed era stato presentato da alcune persone. Abbiamo passato un sabato insieme parlando dell’attività che svolgevo io, di quello che faceva lui, di cose personali e poi appena mezzora del quesito che voleva pormi. Anche questo modo di rapportarsi è stato per me la prova della cura che aveva nel valutare i propri collaboratori e poi, quanto decide di lavorare con te, garantisce una fiducia ampia”.
Personaggio scaramantico come molti (se non tutti) gli armatori partenopei, si distingue anche per la cortesia e la disponibilità. “L’ho visto di persona ancora recentemente- ricorda Coccia – l’ultima occasione è stata a luglio scorso; colpisce il fatto che, pur essendo una persona molto impegnata, se tu lo chiami ed è occupato dopo mezz’ora ti richiama, è incredibile. Si mette a disposizione in tutti i modi e ha insegnato anche ai figli questa attitudine e caratteristica a dare particolare importanza al fattore umano”.
Il fatto che periodicamente torni a Sorrento dimostra anche l’attaccamento alla sua terra di origine e alle persone con cui ha percorso un tratto della propria vita soprattutto da giovane. “Gianluigi Aponte all’inizio della propria carriera aveva il mito di Achille Lauro, armatore che è stato capace di superare come dimensioni e importanza. Veramente incredibile, eccezionale” conclude l’esperto fiscalista e storico collaboratore partenopeo.
Il figlio Diego in anni più recenti è stato protagonista della nascita e della crescita anche e soprattutto di Terminal Investment Ltd, il braccio terminalistico del Gruppo Msc quasi fin dal principio cresciuto a braccetto con il fondo di private equity Global Infrastructures Partners. Alla sorella Alexa va a sua volta riconosciuto il merito di aver saputo controllare la gestione finanziaria del gruppo e sviluppare rapporti e relazioni con primari investitori istituzionali in tutto il mondo. “Sia il figlio che la figlia sono molto preparati, hanno una bella composizione familiare anche per i settori da gestire; insomma sono veramente una bella squadra” conclude Coccia.
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Gianluigi Aponte passa il timone (la proprietà) di Msc ai figli Diego e Alexa
