Incerto il futuro del cold ironing a Bari e Brindisi
Annullata dal Tar l’aggiudicazione dell’appalto da 25 milioni di euro, già in ritardo di mesi per “rilevanti problematiche” nella progettazione
Nubi fosche si addensano sulla tempistica di realizzazione degli impianti di cold ironing dei porti di Bari e Brindisi, dove i terminal crociere, il settore più interessato, sono recentemente passati sotto la gestione di Msc.
Il Tribunale amministrativo regionale della Puglia, infatti, ha annullato l’aggiudicazione dell’appalto dell’Autorità di sistema portuale del mar Adriatico meridionale, a cavallo fra 2024 e 2025, a favore del raggruppamento guidato da Consorzio Stabile Cantiere Italia e Acreide, accogliendo il ricorso di quello classificatosi secondo (Consorzio Itm e Guastamacchia) imperniato sul presunto “vizio di abnormità e macroscopica illogicità ed illegittimità nella valutazione dell’offerta tecnica” dell’aggiudicatario.
Secondo i giudici, infatti, “il Consorzio aggiudicatario non può rivendicare di aver maturato alcuna ‘esperienza professionale’ avente funzione premiale, rispetto ai lavori eseguiti “in proprio” da altre imprese, ancorché queste siano consorziate”. Inoltre, quanto alle referenze, “la valutazione della Commissione (di gara, presieduta dal neosegretario generale dell’ente Francesco Di Leverano, ndr) è dunque oggettivamente illegittima dal momento che, in assenza di documentazione a comprova, la stessa Commissione non avrebbe potuto procedere al vaglio della veridicità, congruità, convenienza e apprezzabilità positiva degli elementi dell’offerta tecnica proposta”.
“Non intendo interrompere la realizzazione di una opera così importante per la sostenibilità e la transizione. Ovviamente utilizzando ogni mezzo che i codici ci mettono a disposizione” ha commentato il presidente dell’Adsp Francesco Mastro, sottolineando come “la sentenza non disponga l’aggiudicazione, circostanza che lascia aperta ancora la scelta della autorità su chi dovrà fare i lavori, pur con atto motivato. Ad ogni modo vaglierò il da farsi con dirigenti e avvocati non appena rientrato dal Seatrade di Miami”. Possibile, quindi, secondo il numero uno dell’Adsp la prosecuzione dell’appalto in essere.
Proprio quest’ultimo, tuttavia, è incappato in difficoltà prescindenti dalla gara, ma che qualche dubbio sui rilievi oggetto del contenzioso in effetti lo sollevano.
Solo un mese fa, infatti, l’Adsp ha potuto approvare il progetto esecutivo, che, in teoria, avrebbe richiesto due mesi, a cui si sarebbero dovuti aggiungere poco più di 16 mesi di lavori (gli mpianti avrebbero cioè dovuto esser pronti per l’autunno di quest’anno). Infatti, si legge nella determina firmata dallo stesso Mastro, “in ragione del fatto che il progetto consegnato presentava rilevanti problematiche in ordine all’esaustività e la coerenza degli elaborati progettuali, come da documentazione in atti, l’iter di verifica del progetto esecutivo si è protratto a dismisura”, fino appunto alla fine dello scorso febbraio.
Le modifiche al progetto resesi conseguentemente necessarie (la cui responsabilità l’ente sembra tuttavia essersi accollata essendo intervenuta a modificare l’importo del contratto con l’appaltatore) comporteranno inoltre un aumento dell’importo dei lavori pari a 2.305.385,94, euro oltre del 10% rispetto ai 22,9 milioni di euro dell’aggiudicazione. Quanto ai tempi, il termine è stato ridefinito in “291 giorni naturali e consecutivi a far data dal verbale di consegna totale dei lavori”.
Per l’inizio della stagione 2027, quindi, le opere potrebbero comunque essere terminate. Sempre che, come auspicato da Mastro, si possa procedere senza dover ripetere la gara.
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