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Una cartolina da 5 dollari svela la rotta di una fregata Nato: falla nella sicurezza militare

Un giornalista olandese riesce a tracciare per 24 ore una nave da guerra nel Mediterraneo con un semplice Bluetooth tracker nascosto nella posta

di di Giuseppe Orrù
21 Aprile 2026
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EVERTSEN_6422

Missioni segrete, operazioni coperte dal segreto militare in uno scenario internazionale sempre più complicato, dai nervi a fior di pelle, e poi basta una semplice cartolina, spedita via posta militare, per seguire i movimenti di una moderna fregata della Marina olandese, impegnata in un gruppo portaerei Nato nel Mediterraneo. Il caso, emerso nei giorni scorsi, mette in luce una vulnerabilità concreta nei sistemi di sicurezza operativa (Opsec) delle flotte militari.

L’esperimento è stato condotto da un giornalista dell’emittente regionale Omroep Gelderland, che ha nascosto un piccolo tracker Bluetooth da circa 5 dollari all’interno di una cartolina inviata alla fregata Hnlms Evertsen. L’invio è avvenuto seguendo istruzioni pubbliche diffuse dallo stesso Ministero della Difesa olandese per facilitare la corrispondenza con il personale imbarcato.

Il punto critico è proprio qui: mentre i pacchi vengono sottoposti a controlli e scansioni, le normali buste e cartoline non lo sono. Questo ha permesso al dispositivo di passare inosservato e arrivare a bordo.

Una volta consegnato, il tracker ha iniziato a trasmettere la posizione della nave. Il giornalista è riuscito a seguirne la rotta per circa 24 ore, monitorando l’uscita dal porto di Heraklion, a Creta, e il successivo spostamento verso est, in direzione di Cipro.

Il dispositivo è stato poi individuato durante lo smistamento della posta a bordo e disattivato, ma solo dopo che la posizione dell’unità era stata esposta per un’intera giornata.

La Evertsen è una fregata di difesa aerea inserita nel gruppo navale che ruota attorno alla portaerei francese Charles de Gaulle. In questo contesto, la localizzazione anche di una sola unità può contribuire a ricostruire la posizione dell’intero dispositivo navale.

L’episodio ha avuto conseguenze immediate. Il Ministero della Difesa olandese ha avviato una revisione delle procedure e ha vietato l’invio di cartoline o oggetti contenenti batterie.

Al di là del caso specifico, emerge un tema più ampio: tecnologie commerciali a basso costo possono aggirare sistemi di sicurezza sofisticati. Non serve accesso diretto alla nave né strumenti avanzati. Bastano informazioni pubbliche e un dispositivo acquistabile online.

Non è un episodio isolato. Negli ultimi mesi, altri casi hanno mostrato come dati apparentemente innocui, dalle app sportive ai dispositivi personali (come il militare che ha condiviso con Strava l’allenamento che faceva correndo sul ponte della portaerei su cui era imbarcato), possano rivelare la posizione di asset militari.

La vulnerabilità non è solo nei sistemi complessi, ma anche nei dettagli più banali della catena operativa. Una cartolina, oggi, può valere quanto un sensore.

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