Licenziamento collettivo in arrivo per gli amministrativi di Cin Tirrenia
Alla base della decisione la progressiva dismissiobe della flotta e la decisione di passare a Moby la gestione dei due ro-pax residui

Con la flotta ormai ridotta al minimo, sul futuro del personale amministrativo di Cin Tirrenia, marchio erede della compagnia di bandiera passata dieci anni fa a Moby, si addensano nubi fosche.
La società – si legge in una comunicazione inviata all’associazione di categoria Assarmatori ai sensi delle norme sui licenziamenti – “in ragione della radicale ed organica riorganizzazione avviata già a partire dal 2020 e ancora in corso di completamento, e dopo aver esperito ogni più opportuno tentativo di salvaguardare al massimo i livelli occupazionali, si vede oggi costretta ad attivare la corrente procedura di mobilità del personale risultante in esubero a fronte della significativa riduzione degli asset aziendali e delle relative attività operative e commerciali”.
Con la recente uscita delle ex Athara e Janas, passate a Gnv nell’ambito della procedura Antitrust che ha costretto il gruppo Msc a uscire dall’azionariato di Moby, forzando la restituzione al gruppo svizzero del finanziamento necessario al salvataggio del gruppo della famiglia Onorato, nella flotta di Cin sono rimaste solo due navi, i ro-pax Vincenzo Florio e il Raffaele Rubattino, attive fra Olbia e Civitavecchia: “Ad oggi, pertanto, non sussistono più le condizioni economiche e aziendali per garantire il mantenimento delle risorse attualmente in forza, risultando economicamente più ragionevole esternalizzare (alla controllante Moby, ndr) la gestione operativa e commerciale delle uniche 2 navi rimaste nella nostra disponibilità” si legge ancora nella comunicazione.
Da cui l’assenza di “una soluzione alternativa alla risoluzione dei rapporti di lavoro nei confronti di n. 42 risorse amministrative, ovvero di tutto l’organico amministrativo in forza”. La ricerca di “eventuali soluzioni alternative” sarebbe stata proprio oggi oggetto di un incontro con Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti, anche se al momento le parti non parrebbero aver trovato una via d’uscita, riaggiornandosi a metà maggio. I sindacati avrebbero infatti spinto per una riduzione dei numeri e un riassorbimento e, alla replica della volontà di un “licenziamento collettivo”, avrebbero allora invitato ad offrire adeguati incentivi: nei prossimi incontri si ripartirà da qui.
“La Società respinge ogni ricostruzione allarmistica o strumentale e ribadisce che la procedura si svolge in modo trasparente, nel rispetto delle regole e dei lavoratori e con l’obiettivo di valutare ogni possibile soluzione utile nell’ambito del percorso di riorganizzazione. La riorganizzazione riguarda esclusivamente gli uffici amministrativi e non intaccherà in alcun modo l’operitività della flotta e, di conseguenza, i collegamenti marittimi” ha fatto sapere una nota di Cin.
A.M.
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