Record di passeggeri imbarcati per Royal Caribbean nel primo trimestre 2026
Anche i risultati finanziari corrono nonostante le difficoltà imposte e l’impatto del caro carburante e della situaizone geopolitica internazionale
La crisi in Medio Oriente per ora sembra aver solo superficialmente scalfito le performance finanziarie di Royal Caribbean Cruises che ha chiuso il primo trimestre dell’anno in corso con risultati record. A partire dal record assoluto di passeggeri imbarcati sulle navi della propria flotta tra l’1 gennaio e il 31 marzo: 2,5 milioni di ospiti, ovvero un incremento del 12% rispetto al primo trimestre dello scorso anno, con un load factor prossimo al 109%. Nello stesso arco temporale i ricavi sono stati pari a 4,45 miliardi di dollari (+11,3%), con cifre record per questo periodo dell’anno sia grazie alle entrate generati dai biglietti per le crociere (3,02 miliardi, +10,1%) sia per gli introiti derivanti dalle vendite a bordo (1,43 miliardi, +14%). I costi della produzione (2,25 miliardi) hanno segnato un aumento del +8,1% e il margine operativo lordo è stato di 1,7 miliardi (+21,1%), l’utile operativo di 1,16 miliardi (+23%) e l’utile netto di 950 milioni di dollari (+29,1%).
Secondo quanto reso noto da Royal Caribbean attualmente la domanda di crociere continua a essere sostenuta, con prenotazioni nel mese di aprile superiori a quelle dello stesso periodo del 2025 e che presentano prezzi record. Il gruppo statunitense ha specificato che le prenotazioni per gli itinerari programmate nel Mediterraneo, che avevano iniziato l’anno in forte crescita, hanno subito un rallentamento a seguito dei recenti sviluppi geopolitici, in parte a causa dell’aumento dei costi dei viaggi aerei, della riduzione della capacità offerta dalle compagnie aeree e dell’interruzione dei voli. A questo proposito Royal Caribbean ha precisato che, tuttavia, nelle ultime settimane le prenotazioni per le crociere nel Mediterraneo hanno mostrato una ripresa nonostante la limitata disponibilità di capacità ancora disponibile.
Questi fattori influenzeranno i risultati del secondo e del terzo trimestre dell’anno, periodo nel quale le crociere europee rappresentano una quota rilevante delle prenotazioni. A ciò si aggiunge l’effetto di un rallentamento delle prenotazioni per le crociere sulla costa occidentale del Messico che subiscono anch’esse l’impatto di sviluppi geopolitici specifici.
Il gruppo Royal Caribbean ha inoltre fatto sapere che le prenotazioni per le sue crociere di lusso nel Mediterraneo hanno registrato un rimbalzo dopo circa un mese di interruzioni causate dal conflitto in Iran e le vendite corrono attualmente a un ritmo superiore rispetto allo scorso anno.
L’aumento dei costi del carburante per effetto del conflitto in Medio Oriente hanno spinto perà l’operatore crocieristico a tagliare le proprie previsioni di utile annuale. Gli operatori del settore, fortemente dipendenti dall’olio combustibile e dal gasolio marino, si trovano a navigare in un contesto più difficile, poiché lo stallo dei negoziati fra Stati Uniti e Iran solleva timori di prolungate interruzioni delle forniture mediorientali, facendo lievitare i prezzi del petrolio. L’amministratore delegato di Royal Caribbean, Jason Liberty, ha dichiarato durante la conference call con gli analisti che “i viaggi rimangono una priorità assoluta, classificandosi come la prima categoria di svago in cui i consumatori intendono spendere di più”. Il gruppo prevede che i costi del carburante saranno superiori di circa 1,3 miliardi di dollari rispetto alla precedente stima annuale di circa 1,17 miliardi di dollari, sulla base dei prezzi attuali alla pompa e al netto delle coperture. La società si è assicurata circa il 59% del proprio fabbisogno di carburante per il resto del 2026 a tassi inferiori ai prezzi di mercato attuali.
Il secondo trimestre risulta più esposto agli itinerari premium colpiti dai recenti eventi globali, con alcune ripercussioni che si estenderanno al terzo trimestre. Royal Caribbean ha previsto infine che i ricavi annuali cresceranno di circa il 10%, rispetto alla precedente previsione di una crescita a doppia cifra.
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