Addio a Giorgio Fanfani: colonna livornese dell’imprenditoria portuale e dello shipping
Lutto a Livorno per la scomparsa dello storico imprenditore, già vertice di Federagenti e protagonista della logistica marittima nazionale e internazionale. L’ultimo saluto oggi alle 15

Si è spento nelle prime ore di lunedì Giorgio Fanfani, figura centrale dell’economia marittima livornese e testimone diretto delle grandi trasformazioni del settore nell’ultimo secolo. Avrebbe compiuto 92 anni tra pochi mesi. Con la sua scomparsa, il cluster portuale perde uno dei protagonisti della ricostruzione del dopoguerra e della successiva stagione della containerizzazione: un imprenditore che ha saputo traghettare la tradizione familiare verso le sfide della logistica globale.
La carriera di Giorgio Fanfani inizia in una Livorno ancora segnata profondamente dal conflitto. Assunta giovanissimo la guida dell’azienda di famiglia in seguito alla prematura scomparsa del padre Guido, Fanfani si è trovato a operare in un porto da ricostruire materialmente e funzionalmente. È stato tra i principali interpreti del passaggio dal porto-emporio al porto-industria, intuendo con largo anticipo le potenzialità del trasporto containerizzato.
Il suo modello imprenditoriale si è basato sul mantenere la flessibilità e l’approccio personalizzato della realtà familiare, realizzando al contempo una struttura capace di coprire l’intera catena logistica. È in quest’ottica che si inserisce anche l’acquisizione, negli anni ’70, della storica William Shepherd, agenzia attiva da oltre un secolo e mezzo e specializzata nell’assistenza al settore crocieristico.
Il prestigio di Fanfani ha valicato i confini locali, portandolo a ricoprire ruoli di vertice nelle rappresentanze di categoria: è stato Presidente Nazionale di Federagenti e di Asamar, oltre a ricoprire la Vicepresidenza di Fonasba (l’organizzazione mondiale degli agenti marittimi). Il suo profilo istituzionale è stato ulteriormente consolidato dalla nomina a Console di Danimarca e dalla partecipazione al CdA di Banca d’Italia e all’assemblea dei soci di Fondazione Livorno. Nel 2024, Federagenti lo aveva indicato tra i 24 “Ambasciatori” del settore, un riconoscimento riservato ai professionisti con oltre sessant’anni di attività, considerati punti di riferimento storici per la comunità marittima nazionale.
Al rigore professionale, Giorgio Fanfani ha sempre affiancato l’impegno civile e una visione lungimirante sulla comunicazione di settore. Alla fine degli anni ’60 fu tra i fondatori de ‘La Gazzetta Marittima’, testata di cui la società di famiglia è tuttora socia insieme al Gruppo Neri. Anche lo sport ha rappresentato un tassello importante della sua vita: appassionato di tennis e calcio, è stato uno dei fondatori dello storico circolo tennistico livornese di Banditella.
Giorgio Fanfani lascia la moglie Vanda e i figli Giuliana, Angela, Guido, Vincenzo e Marco. A loro, eredi della sua visione e già da lungo tempo protagonisti della vita aziendale, spetta il compito di consolidare e sviluppare ulteriormente il Gruppo, nel solco di quei valori e di quell’impronta imprenditoriale che ha tracciato in oltre sessant’anni di carriera.
Le esequie saranno celebrate oggi, martedì 5 maggio, alle ore 15.00 presso la chiesa di San Jacopo, a pochi passi da quel mare che per una vita intera è stato l’orizzonte della sua attività professionale.
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