Anche Piloda nella rifunzionalizzazione del Baf di Manfredonia
Il cantiere brindisino sta operando atttraverso una società consortile con Nautilus. Opera pronta a metà 2027
Procede la rifunzionalizzazione del Bacino Alti Fondali di Manfredonia.
A due anni e mezzo dall’aggiudicazione dell’appalto da 120 milioni di euro dell’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico meridionale, ne ha dato notizia Piloda Shipyard, società di cantieristica navalmeccanica associatasi per l’occasione con Nautilus (società di costruzioni marittime e una delle mandatarie della cordata aggiudicatrice) nella consortile operativa Na.Ve.
L’intervento consiste nel restyiling del pontile lungo 2,5 km e prevede la sostituzione integrale di componenti in calcestruzzo armato, ormai deteriorate e non più convenientemente recuperabili, con nuovi impalcati metallici di ultima generazione: elementi fino a 150 tonnellate vengono movimentati e sostituiti con nuove strutture metalliche da circa 60 tonnellate. “Il livello di complessità è molto elevato – ha evidenziato Antonio Di Palo, Project Manager di Piloda – ma siamo riusciti a garantire la continuità operativa del porto, senza interrompere le attività di scarico delle componenti eoliche, un elemento fondamentale”.
Piloda e Nautilus hanno evidenziato di aver organizzato il “processo industriale utilizzando i principali produttori internazionali di acciaio per la realizzazione degli impalcati, lunghi 25 metri, larghi 5 e alti 3 metri, con pesi complessivi significativi. Per contenere i tempi e rispettare il cronoprogramma, gli elementi di primo livello vengono prodotti e assemblati al di fuori di Manfredonia, principalmente nel nord Italia o presso il Piloda Shipyard di Brindisi, dotato di capannoni, carroponti e officine di nuova generazione. Qui gli elementi vengono assemblati e caricati su barge per il trasporto in loco a Manfredonia”.
Secondo Piloda la peculiarità è che “per la prima volta in Italia e nel Mezzogiorno, le lavorazioni sul pontile procederanno in contemporanea senza la necessità di smantellare integralmente la struttura esistente, garantendo la continuità delle attività portuali”.
L’ultimazione dell’opera è prevista entro la metà del 2027.
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