A San Giorgio del Porto l’upgrade della JSD6000 di Saipem prima dell’impiego in Mar Nero
La nave posatubi sottoposta ad attività preparatorie inclusa l’installazione dello stinger arrivato a Genova nei mesi scorsi
Nel porto di Genova ha fatto il suo arrivo la JSD6000, nave posatubi e heavy-lift della flotta offshore di Saipem, che nello scalo verrà sottoposta ad attività preparatorie in vista del progetto Neptun Deep.
A occuparsi degli interventi, che includeranno l’installazione dello stinger giunto nel capoluogo ligure nei mesi scorsi, sarà il cantiere San Giorgio del Porto, che già aveva ricevuto il maxi impianto allo scopo di sottoporlo a lavori di riparazione e modifica.
Consegnata a Saipem nel giugno 2024, come detto la JSD6000 è una posatubi e heavy-lift, tra le più avanzate della sua categoria, dotata di una gru di sollevamento con capacità fino a oltre 5.000 tonnellate, in grado di operare in acque profonde fino a 3.000 metri.
Lunga circa 215 metri, larga 49 metri e con una stazza lorda di 75.000 tonnellate, può ospitare circa 400 persone a bordo. Durante la sosta nel cantiere genovese, sarà coinvolta in operazioni di manutenzione e upgrading. A essere interessato dall’intervento saranno in particolare i sistemi di posa, di cui è componente fondamentale lo stinger (una rampa estensibile posta a poppa delle unità posatubi), nel caso specifico un elemento da 1.200 tonnellate di peso, lungo 84 metri, largo 18 e alto 18,5 metri, solitamente impiegato in particolare nel metodo S-Lay per condotte sottomarine e cavi in acque profonde e ultra-profonde e utilizzato sulla nave insieme al J-Lay.
Al termine delle attività a Genova, la JSD6000 – spiega Saipem – sarà impiegata nel progetto Neptun Deep Gas Development, aggiudicato alla società nel 2023 dal cliente Omv Petrom. L’iniziativa riguarda lo sviluppo di risorse di gas nel Mar Nero, al largo della Romania, e prevede attività integrate di ingegneria, approvvigionamento, costruzione e installazione di infrastrutture offshore, tra cui piattaforme di trattamento, sistemi subsea e una pipeline di circa 160 km.
In particolare la JSD6000 avrà un ruolo centrale nelle operazioni subsea, contribuendo all’installazione delle strutture sottomarine necessarie allo sviluppo dei giacimenti.
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