Allarme Ugl sui tagli occupazionali ventilati da F.lli Barretta nel rimorchio portuale
Secondo il sindacato l’azienda brindisina starebbe approffittando di un calo oggettivo di attività per una “ristrutturazione aggressiva”
Una nota di Ugl Mare e Porti ha reso nota la richiesta di una “convocazione urgente di un tavolo istituzionale per affrontare la delicata situazione occupazionale che riguarda i lavoratori dell’Impresa Fratelli Barretta, storica concessionaria del servizio di rimorchio nella rada e nel porto di Brindisi”.
La richiesta, firmata dal Segretario Territoriale UGL Brindisi, Damiano Flores, è stata indirizzata al Presidente della Regione Puglia, al Prefetto di Brindisi, al Sindaco di Brindisi, alla Capitaneria di Porto e all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale.
Il sindacato ha evidenziato “uno stato di forte preoccupazione tra i lavoratori, che vivono una fase di profonda incertezza legata alle recenti comunicazioni aziendali sull’ipotesi di una contrazione dell’organico. Una prospettiva che rischia di incidere pesantemente sulla stabilità economica di diverse famiglie e di aprire una stagione di tensione sociale in un comparto strategico per il porto di Brindisi. Alla base della situazione vi sarebbero le difficoltà connesse alla riduzione dei traffici industriali nello scalo, anche a seguito del blocco della Centrale Enel e della chiusura delle linee di cracking presso il molo petrolchimico, operativa dallo scorso marzo 2026”.
Elementi che hanno inciso sul numero di toccate e, di conseguenza, sulle attività legate alla movimentazione mercantile, ma che secondo i rappresentanti dei lavoratori starebbero diventando il “paravento per operazioni di ben altra natura. Dietro la facciata della crisi economica transitoria, emerge lo spettro di una ristrutturazione aggressiva. I lavoratori evidenziano come la governance societaria intenda approfittare di questo momento di oggettiva flessione dei traffici industriali per imporre uno stravolgimento strutturale e permanente dell’organizzazione del lavoro portuale”.
Il timore dei marittimi è che, “tagliando il personale e deregolamentando i turni di reperibilità e di servizio a bordo, l’azienda punti a massimizzare i profitti una volta che il porto avrà trovato nuovi equilibri commerciali, scaricando interamente il rischio d’impresa sulla pelle dei dipendenti. Ugl Mare e Porti sottolinea che il servizio di rimorchio non può essere considerato una semplice attività privata, ma rappresenta un presidio essenziale per la sicurezza della navigazione, per la regolarità delle manovre portuali e per la salvaguardia della vita umana in mare. Ogni eventuale riduzione dell’attuale assetto organizzativo deve quindi essere valutata con estrema attenzione, nel rispetto dei livelli occupazionali, delle condizioni normative e salariali dei lavoratori e delle esigenze di sicurezza dello scalo”.
La convocazione di un tavolo presso la Regione Puglia rappresenta, secondo il sindacato, “la strada più opportuna per prevenire ulteriori tensioni e affrontare in modo responsabile una vertenza che si inserisce in un quadro territoriale già segnato dai processi di decarbonizzazione, transizione energetica e ridimensionamento di importanti attività industriali”.
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