“Per i marittimi campani mappatura delle competenze, incentivi e qualità occupazionale”
Istruttori Associati Marittimi ha presentato alle istituzioni regionali le istanze per gestire il ricambio generazionale e superare le barriere d’accesso alla professione

Il comparto marittimo campano sta attraversando una fase complessa, in cui la sua solida tradizione storica si confronta con la necessità impellente di gestire il ricambio generazionale e la formazione professionale. Questo è quanto emerso nel corso di un incontro svoltosi a Napoli presso l’Hotel Ramada, alla presenza del consigliere regionale Davide D’Errico, nel quale l’associazione Iam (Istruttori Associati Marittimi) ha esposto le criticità e le opportunità che interessano i marittimi, presentando alle istituzioni una serie di proposte concrete per il settore.
Il segretario dell’associazione, il capitano napoletano Davide Fusco, ha spiegato che la marineria locale, pur rimanendo un motore trainante a livello nazionale, si trova oggi di fronte a sfide inedite. La forte richiesta di personale qualificato si scontra infatti con ostacoli economici e burocratici che frenano l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.
La prima e più urgente necessità, secondo Iam, riguarda la carenza di un quadro informativo chiaro e aggiornato sul comparto. Attualmente, la mancanza di dati organici sul numero di matricole attive, sulle qualifiche professionali maggiormente diffuse, sull’età media degli operatori e sull’impatto economico complessivo del settore limita l’efficacia delle politiche programmatorie. Per questo l’associazione ha richiesto l’avvio di un censimento tecnico e professionale promosso dalla Regione Campania, da realizzare in sinergia con le Capitanerie di Porto e gli enti competenti, per creare una mappatura scientifica che consenta alle istituzioni di pianificare gli interventi formativi e occupazionali in modo puntuale.
Oltre alla ricognizione dei lavoratori, Iam propone di supportare concretamente i giovani che intendono intraprendere la carriera marittima con l’introduzione di contributi economici regionali strutturati in base alle fasce Isee, così da ridurre il rilevante impatto economico dell’investimento formativo richiesto per accedere alla professione. Aiutare concretamente un giovane a ottenere le certificazioni richieste significa, secondo l’associazione, non solo offrirgli uno sbocco occupazionale immediato, ma anche consolidare una delle filiere economiche più rilevanti del territorio regionale.
Un’ulteriore proposta riguarda la qualità contrattuale e la tutela dei lavoratori nel trasporto marittimo. L’associazione ha sollecitato la politica regionale affinché, nei futuri bandi di gara pubblici, vengano inseriti criteri premianti per le aziende che garantiscono la continuità occupazionale, investono nella formazione continua del personale e applicano rigorosamente i contratti collettivi nazionali di lavoro. Secondo l’associazione, infatti, l’evoluzione del settore non può prescindere da una seria valorizzazione delle competenze e dalla tutela dei diritti dei lavoratori naviganti.
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