Per navi Vlcc e portacontainer il boom di nuovi ordini non si ferma
Il rapporto fra commesse e flotta esistente tocca rispettivamente 26% e 38,3% ma l’ombra dell’eccesso di stiva non spaventa gli armatori
Il settore armatoriale continua a spingere sugli investimenti in nuove costruzioni e i numeri degli orderbook, soprattutto nel settore delle maxipetroliere e delle portacontainer, tornano a livelli che non si registravano da quasi vent’anni.
Nel comparto delle Vlcc, secondo i dati elaborati dalla società di intermediazione Hartland Shipping, tra il quarto trimestre del 2025 e il primo trimestre del 2026 sono stati sottoscritti contratti per circa 125 nuove unità. Si tratta di un volume che supera il precedente record annuale di 108 Vlcc ordinato nel 2006, all’apice del superciclo trainato dalla domanda cinese di materie prime.
La crescita degli ordinativi ha determinato un rapido incremento del rapporto tra orderbook e flotta esistente, salito al 26%, contro appena l’1% registrato a metà del 2023. Un’accelerazione che riflette il miglioramento delle prospettive di mercato registrato negli ultimi due anni, caratterizzati da noli sostenuti, traffici petroliferi più lunghi a causa della riorganizzazione dei flussi energetici mondiali e limitata disponibilità di tonnellaggio moderno.
Secondo Hartland, il boom degli ordini è stato favorito soprattutto dagli elevati rendimenti conseguiti dagli armatori e dalla necessità di assicurarsi slot produttivi nei cantieri asiatici, sempre più congestionati. Allo stesso tempo, una parte significativa della flotta mondiale si avvicina a un’età operativa avanzata, elemento che spinge molti operatori a programmare il rinnovo del naviglio.
Anche nel settore delle portacontainer il ciclo espansivo degli investimenti appare tutt’altro che esaurito. I dati riportati da Splash247 sulla base delle rilevazioni di Linerlytica indicano che l’orderbook globale ha raggiunto quota 13 milioni di Teu, pari al 38,3% della capacità oggi in esercizio. Una percentuale che avvicina la soglia del 40% e che riporta il mercato ai livelli osservati all’indomani della crisi finanziaria globale.
La corsa alle nuove costruzioni prosegue nonostante negli ultimi anni siano già entrate in servizio centinaia di nuove navi. Nei primi quattro mesi del 2026 gli armatori hanno infatti ordinato ulteriori 1,9 milioni di Teu di capacità, dopo che il 2025 aveva fatto segnare il record storico di 5,1 milioni di Teu contrattualizzati.
Particolarmente significativa appare la concentrazione delle consegne previste per il 2028. Gli slot già assegnati per quell’anno corrispondono a circa 5,2 milioni di Teu, volume destinato con ogni probabilità ad aumentare ulteriormente nei prossimi mesi. Secondo Linerlytica, la propensione degli armatori a continuare a investire in nuova capacità rimane elevata, sostenuta sia dalla disponibilità finanziaria accumulata durante gli anni dei noli eccezionali sia dalla ricerca di economie di scala e maggiore efficienza energetica.
Il quadro che emerge dai due segmenti presenta alcune analogie. In entrambi i casi gli operatori stanno sfruttando una fase di redditività positiva per rinnovare e ampliare le flotte, prenotando capacità produttiva in cantieri che continuano a registrare livelli di saturazione molto elevati. Parallelamente, le nuove normative ambientali e la crescente attenzione all’efficienza energetica stanno accelerando il processo di sostituzione delle unità meno moderne.
Resta tuttavia aperto il tema dell’equilibrio tra domanda e offerta nel medio termine. La storia dello shipping insegna che i cicli di ordinativi particolarmente intensi possono tradursi, una volta completate le consegne, in periodi di eccesso di capacità e pressione sui noli. Se nel mercato delle Vlcc il rinnovo della flotta potrebbe assorbire parte del nuovo tonnellaggio, nel comparto container diversi analisti iniziano a interrogarsi sulla capacità della domanda mondiale di sostenere un’espansione così rapida della capacità disponibile.
Per il momento il mercato continua a premiare le strategie di crescita. I numeri degli orderbook, però, segnalano che tra il 2027 e il 2029 il settore potrebbe trovarsi ad affrontare uno dei più consistenti incrementi di offerta degli ultimi decenni, con effetti che dipenderanno dall’andamento dell’economia globale, dei commerci internazionali e dei traffici energetici.
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