Navi autonome, stipendi e nuove norme dal Propeller Livorno per le carriere del mare
Il Club chiude l’anno sociale premiando concretamente due studenti meritevoli mentre sensibilizza sui salari degli allievi sulle navi da carico, riforma Dpr 93/2024 e impatto dell’automazione a bordo

Livorno – Dalla crisi del reclutamento legata a minimi salariali fermi agli anni Ottanta, al rischio di decadenza professionale per il personale storico introdotto dal Dpr 93/2024, fino alla fuga dei contratti di manutenzione verso i mercati concorrenti. L’incontro di chiusura dell’anno sociale del Propeller Club di Livorno ha tracciato una radiografia delle urgenze normative, economiche e formative che pesano sul cluster marittimo. All’appuntamento, guidato dalla presidente Maria Gloria Giani, i principali protagonisti dei servizi tecnico-nautici e della formazione hanno affrontato i temi imprescindibili per il futuro dello scalo labronico e della costa toscana.
L’apertura dei lavori di Fabio Pagano, presidente nazionale di Fedepiloti, ha analizzato l’evoluzione delle carriere di bordo in rapporto ai mutamenti tecnologici delle navi, in considerazione anche dell’automazione, che sta cambiando i ruoli del comandante e di tutte le figure che si occupano della navigazione. Dalla propria esperienza diretta quale unico pilota in Italia ad aver testato le navi autonome – la cui sperimentazione sulle Maritime Autonomous Surface Ships ha visto Livorno, dal 2021, come primo scalo in Italia – Pagano ha informato che l’elemento umano non potrà essere sostituito, ma il ruolo richiederà professionisti capaci di governare questi processi.
Il presidente ha anche fatto notare che occorre un allineamento, tuttora mancante, dei programmi scolastici ministeriali alle reali dotazioni delle navi moderne, che preoccupano i giovani al primo imbarco. Infine, altro tema sollevato da Pagano, è la necessità di un adeguamento economico delle carriere in coperta alzando i minimi salariali iniziali degli allievi (storicamente fermi a circa 695 euro) a una paga di circa 1.100 euro sulle navi da carico, anche per contrastare il disinteresse che si riscontra nei giovani. A questo proposito, Pagano ha offerto un duro riscontro storico ricordando come nel 1989, al suo primo imbarco da mozzo, la retribuzione fosse di ben 2.700.000 lire, dimostrando come i compensi iniziali odierni siano andati a ritroso anziché progredire.
Per il comparto degli ormeggiatori Antonio Giordano, presidente del Gruppo Ormeggiatori e Barcaioli di Livorno, ha spiegato l’evoluzione normativa che sta interessando la categoria a livello nazionale, il cui cambiamento è soprattutto rappresentato dal Dpr 93 del 2024, definito come una vera rivoluzione per l’accesso e l’esercizio della professione. Con la nuova norma – ha spiegato il presidente – il superamento del concorso pubblico attribuisce ora la qualifica di ‘allievo ormeggiatore’; entro dodici mesi segue una seconda prova pratica per acquisire lo status di ‘aspirante ormeggiatore’, che può essere mantenuta per un massimo di cinque anni. In questo arco di tempo, l’aspirante ormeggiatore dovrà conseguire i titoli professionali di macchina e di coperta, oltre a un certificato delle competenze quinquennale, pena la decadenza dall’attività professionale, sia per i nuovi ingressi sia per chi è già in servizio: in sostanza il nuovo obbligo di certificazione mette a rischio anche il posto di lavoro del personale storico già operativo, nel caso non si adegui tempestivamente ai nuovi standard.
Il tema della formazione superiore è stato approfondito da Luigi Bruzzo, direttore della Fondazione Isyl, istituto che – ha detto – vuole consolidarsi come Italian Sea Innovation Learning Academy per l’intera costa toscana e che si fa portavoce di un sistema, quello degli Its Academy, attivo da 10 anni e capace di registrare a livello nazionale un tasso medio di occupazione dell’84% a un anno dal diploma. Oltre al comparto dello yachting, Isyl si sta espandendo nella logistica intermodale e nel mercantile marittimo per sopperire a una criticità: pur essendo l’Italia leader nella produzione di superyacht tra i 30 e i 60 metri, la prevalenza di equipaggi interamente esteri dirotta le attività di refit e manutenzione verso mercati concorrenti come la Turchia: una dinamica che si traduce in una grave perdita di opportunità economiche complessive per il territorio, svuotando il nostro indotto dei servizi di manutenzione.
Tra le novità, Bruzzo ha annunciato l’avvio, il prossimo 22 novembre, del corso biennale per Ufficiale Elettrotecnico e ha inoltre informato sul futuro lancio del corso di Laurea in Ingegneria Navale a Livorno in collaborazione con l’Università di Pisa. Infine, anche Raffaello Cioni general manager di Interporto Amerigo Vespucci, collaboratore con le università sui temi della logistica, e i rappresentanti dell’Istituto Vespucci Colombo, sottolineando l’importanza della digitalizzazione hanno citato l’evoluzione dei corsi quadriennali e il progetto ‘Campus’ incentrato sulla simulazione virtuale 4.0 dello scalo livornese.
Sempre sui temi formativi Maria Gloria Giani, da parte sua, si è detta fortemente preoccupata per le reali competenze linguistiche dei giovani, evidenziando come i candidati ad un lavoro nel settore vadano ancora in panico di fronte a una telefonata professionale in lingua inglese, e ha definito la situazione non più ammissibile auspicando una riforma scolastica che inserisca presto e con molte ore questa materia nell’istruzione dei giovani.
Prima di passare alla parte conviviale dell’incontro sono state consegnate due borse di studio del valore di 500 euro ciascuna a studenti che si sono distinti per profitto e competenze trasversali: Daniele Biondo (Istituto Vespucci Colombo, indirizzo Economia dei Sistemi Logistici Integrati), e Luigi Mauri (Istituto Nautico Cappellini, indirizzo Trasporti e Logistica), mentre il Propeller Club ha conferito la qualifica di socio onorario a Pietro Roth, già socio del Propeller Club genovese, giornalista e responsabile comunicazione di Assarmatori, per i ventiquattro anni di dedizione professionale e supporto costante ai valori associativi e culturali del mondo marittimo.
La serata ha confermato la dinamicità del Propeller Club livornese come ponte tra il mondo della scuola, le istituzioni e le imprese del cluster marittimo, trovando riscontro anche nella recente onorificenza concessa a Maria Gloria Giani: la presidente è stata infatti recentemente insignita del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana per il costante impegno nel favorire lo sviluppo della cultura portuale della città.
Nella foto in evidenza Maria Gloria Giani, Fabio Pagano, Antonio Giordano
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