Via alla gara per il rimorchio a Gioia Tauro: 215 milioni per 15 anni di servizio
L’articolazione prevede l’impiego di cinque rimorchiatori (di cui uno di seconda linea) operati da almeno 14 equipaggi
Completato nei mesi scorsi il passaggio formale della limitazione a un solo prestatore, ha ora preso ufficialmente il via la gara per aggiudicare la concessione del servizio di rimorchio nel porto di Gioia Tauro.
A segnare la partenza della procedura, la pubblicazione in Gazzetta Europea del relativo avviso, che ne fissa già due elementi centrali: il valore e la durata della stessa concessione, pari rispettivamente a un importo di 215,416 milioni di euro e ai canonici 15 anni (dal 1 aprile 2027 al 31 marzo 2042).
Altri elementi utili a inquadrare il procedimento si ritrovano invece nella determina a contrarre prodotta dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che porta la data dello scorso 2 luglio.
Oltre a delimitare l’ambito del servizio in senso geografico (il porto di Gioia Tauro e “la zona di mare compresa entro il raggio di 1,5 miglia nautiche dal fanale rosso” di ingresso nello scalo), definisce la sua articolazione come basata sull’impiego di cinque rimorchiatori (quattro di prima linea e uno di seconda linea), operati da almeno 14 equipaggi.
Relativamente ad ulteriori indicazioni– quali i requisiti tecnici dei mezzi, nonché i criteri di valutazione – il testo rimanda ai documenti di gara, ancora in via di pubblicazione, mentre è interessante rilevare che vi si fa invece esplicito riferimento al fatto che tra le prescrizioni per il concessionario vi sarà quella di obbligo di bandiera italiana al momento dell’immissione in servizio. Sul tema è in corso da tempo una interlocuzione tra Italia e Commissione Europea che ruota attorno al Regolamento (UE) 2017/352. Con il testo l’Ue ha introdotto un quadro comune per i servizi portuali, lasciando tuttavia aperta agli stati la possibilità di imporre requisiti minimi se giustificati da ragioni di sicurezza o continuità del servizio. Nei mesi scorsi la Commissione Europea è tornata sul tema con l’avvio di procedure di infrazione (a carico di Italia, nonché di Francia e Spagna), rilevando che l’imposizione della bandiera nazionale, se motivata dal timore che le leggi sociali del paese non sarebbero applicabili in sua assenza, non è corretta in quanto il regolamento conferisce già agli Stati membri il potere di applicare le proprie leggi nazionali in materia sociale e di lavoro, indipendentemente dalla bandiera battuta.
Ad oggi come noto il, titolare del servizio, in scadenza nel corso dell’anno, è MedTug (Msc). Gli operatori interessati potranno presentare le loro offerte entro il prossimo 20 agosto.
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