Hormuz e Mar Rosso tornano ad alta tensione: due petroliere colpite e torna la minaccia Houthi
Due navi cisterna colpite mentre tornano i timori di attacchi per le unità in transito da Bab el Mandeb
Si riaccende la tensione lungo le principali rotte marittime dell’energia mondiale. Nelle ultime ore lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso sono tornati al centro dell’attenzione dopo il danneggiamento di due petroliere nelle acque del Golfo Persico e i nuovi annunci degli Houthi sul possibile ampliamento delle operazioni contro il traffico navale.
Gli sviluppi vengono seguiti con particolare attenzione da armatori, compagnie petrolifere, trader e assicuratori, considerato che i due choke point rappresentano i passaggi obbligati per una quota significativa dei flussi mondiali di greggio, prodotti raffinati, Gnl e merci dirette tra Asia, Europa e Mediterraneo.
Il fatto più rilevante delle ultime ore riguarda due navi cisterna rimaste coinvolte in distinti episodi nello Stretto di Hormuz. Secondo le informazioni diffuse dalle autorità iraniane, le unità sarebbero state colpite dopo aver urtato ordigni esplosivi presenti in mare, circostanza che resta tuttavia oggetto di verifiche indipendenti. L’accaduto ha immediatamente alimentato nuove preoccupazioni sulla sicurezza della navigazione commerciale nell’area, già caratterizzata da un forte incremento della presenza militare e da livelli di rischio elevati.
Pur senza provocare un blocco del traffico, gli episodi hanno riacceso il timore di una possibile escalation capace di incidere sui transiti attraverso Hormuz, stretto attraverso il quale passa circa un quinto del petrolio commercializzato via mare a livello mondiale. Le conseguenze si sono riflesse anche sul mercato assicurativo, dove i premi “war risk” continuano a rimanere su livelli elevati, mentre diversi operatori stanno rivalutando procedure operative e rotte.
Parallelamente cresce la tensione anche sul fronte del Mar Rosso. Gli Houthi hanno infatti ribadito la volontà di proseguire gli attacchi contro le navi ritenute collegate a Israele e hanno lasciato intendere che le operazioni potrebbero essere ulteriormente ampliate qualora il conflitto regionale dovesse intensificarsi. Secondo indiscrezioni riportate da Reuters, l’Iran avrebbe inoltre invitato il movimento yemenita a prepararsi a ostacolare il traffico attraverso Bab el-Mandeb nel caso di un eventuale attacco statunitense contro infrastrutture iraniane.
Per il settore dello shipping lo scenario resta particolarmente delicato. Bab el-Mandeb rappresenta infatti l’accesso meridionale al Mar Rosso e al Canale di Suez, mentre Hormuz costituisce il principale sbocco delle esportazioni energetiche dei Paesi del Golfo. Un deterioramento simultaneo della sicurezza nei due passaggi obbligherebbe numerose compagnie di navigazione a rivedere le proprie rotte, con inevitabili ripercussioni sui tempi di transito, sui costi operativi, sui premi assicurativi e, più in generale, sulla supply chain internazionale.
Per il momento il traffico commerciale continua a transitare lungo entrambe le direttrici, seppure con misure di sicurezza rafforzate e sotto costante monitoraggio delle forze navali internazionali. Gli operatori, tuttavia, considerano il rischio di ulteriori incidenti ancora elevato e mantengono alta l’attenzione in attesa dell’evoluzione della situazione diplomatica e militare.
ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY
SHIPPING ITALY E’ ANCHE SU WHATSAPP: BASTA CLICCARE QUI PER ISCRIVERSI AL CANALE ED ESSERE SEMPRE AGGIORNATI
