Affidato l’appalto per la seconda fase del cold ironing di Gioia Tauro
Nella cordata anche la padovana Saet, protagonista della prima parte dell’elettrificazione appena testata su una portacontainer da 19.000 Teu

Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Paolo Piacenza, ha firmato il decreto di aggiudicazione dei lavori per la realizzazione della sottostazione e della relativa seconda cabina elettrica destinata al sistema di cold ironing, per un investimento di 30 milioni di euro estendibili a 70 mln.
“Con questo provvedimento prende ufficialmente avvio la fase conclusiva dell’aggiudicazione dei lavori di elettrificazione delle banchine del porto, che consentirà di completare un’infrastruttura strategica capace di garantire una potenza complessiva di 160 Megawatt, in grado di soddisfare sia il fabbisogno energetico delle infrastrutture portuali (progetto in capo all’Autorità di Sistema portuale per oltre 100 milioni di euro) sia le esigenze operative del terminalista MedCenter Container Terminal. Con la realizzazione della seconda cabina elettrica e delle connesse opere elettromeccaniche, la banchina di levante sarà dotata complessivamente di cinque prese elettriche: tre previste nel primo lotto e due nel secondo. A regime, il sistema consentirà l’elettrificazione di 1.5 km lineari di banchina, di cui 900 metri già interessati dal primo lotto e ulteriori 600 metri con il completamento dell’intervento” ha spiegato l’Adsp in una nota.
Il nuovo affidamento (all’accoppiata Saet – Suardi) rappresenta la naturale prosecuzione di un percorso già avviato con il completamento della prima cabina elettrica, una struttura di 728 metri quadrati che alimenta tre prese elettriche mobili installate lungo 900 metri di banchina. Proprio nei giorni scorsi ha avuto luogo il primo allaccio sperimentale di una grande portacontainer a Gioia Tauro alla rete cold ironing, esperimento effettuato dai tecnici di Saet.
La prima nave a utilizzare il servizio è stata la Msc Mirja, portacontainer con una capacità superiore a 19mila Teu, alimentata direttamente dalla rete elettrica di banchina per tutta la durata della sosta in porto. Grazie all’impianto, la nave ha potuto rimanere ormeggiata con i generatori diesel spenti, assorbendo circa 7 MW dalla rete elettrica di terra anziché produrre energia con i motori di bordo. Il trasferimento dell’alimentazione ha richiesto il collegamento della presa mobile, le verifiche di interfacciamento con l’impianto elettrico della nave e il passaggio controllato dall’alimentazione di bordo a quella di banchina, operazioni concluse senza criticità.
L’infrastruttura è stata progettata per servire le grandi portacontainer che scalano regolarmente il terminal di Gioia Tauro. L’opera rappresenta il primo lotto funzionale del programma di elettrificazione promosso dall’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio. Il piano prevede di portare la disponibilità elettrica complessiva del porto fino a 160 MW, includendo anche l’alimentazione delle gru di banchina e di piazzale del terminal Mct.
L’avvio operativo del sistema consente al porto di Gioia Tauro di dotarsi di una tecnologia destinata a ridurre le emissioni atmosferiche e il rumore prodotti dalle navi durante l’ormeggio, anticipando gli obiettivi fissati dalle normative europee per la decarbonizzazione del trasporto marittimo.
Per Saet il risultato rappresenta una referenza di rilievo, perché dimostra la capacità dell’azienda di sviluppare e mettere in esercizio impianti di elettrificazione portuale su scala industriale, seguendo l’intero ciclo del progetto, dalla realizzazione delle infrastrutture fino all’avvio dell’operatività.
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