Il World Shipping Council chiede uno stop ai carichi non dichiarati di batterie al litio
Gli armatori chiedono di interrompere l’esenzione che permette di spedire piccole quantità di carichi pericolosi per la sicurezza a bordo

Il World Shipping Council sta facendo pressione sui governi affinché colmino una lacuna normativa che consente a grandi volumi di batterie agli ioni di litio di piccole dimensioni di viaggiare in container senza che ai vettori venga comunicato cosa contengono.
L’organismo di categoria degli armatori sostiene che l’esenzione, che permette alle spedizioni conformi di batterie di piccole dimensioni di non essere dichiarate, lascia gli operatori incapaci di gestire un rischio d’incendio che ha già provocato incidenti gravi. Le batterie agli ioni di litio presentano rischi d’incendio ben noti e figurano tra i carichi che le compagnie di navigazione container e ro-ro monitorano con maggiore attenzione. Le spedizioni dichiarate in modo improprio e movimentate al di fuori delle regole del Codice marittimo internazionale delle merci pericolose rappresentano un pericolo sostanziale.
Nel quadro regolatorio attuale, invece, uno spedizioniere può stipare in un container standard un numero illimitato di batterie di piccole dimensioni senza informare il vettore, una pratica che il consiglio definisce una scappatoia del tutto conforme ma rischiosa. Le stime dell’Agenzia internazionale dell’energia citate nel rapporto indicano che la crescita delle batterie agli ioni di litio in circolazione è pari a sei volte il livello di cinque anni prima, con una domanda che dovrebbe raddoppiare entro la fine del decennio.
Il trasporto a energia pulita, l’accumulo su scala di rete, l’elettronica di consumo e un’ampia gamma di usi industriali e commerciali hanno tutti contribuito all’aumento della domanda di questa tecnologia, apprezzata per la durata e l’elevata densità energetica. Quando tali batterie vanno in cortocircuito o si surriscaldano, possono incendiarsi e rilasciare rapidamente gas tossici e infiammabili; l’incendio che ne deriva è difficile da spegnere.
A bordo di una nave, il pericolo deve essere controllato attraverso pratiche di stivaggio sicuro. Il Codice Imdg stabilisce per questo requisiti specifici per la dichiarazione e lo stivaggio delle merci pericolose, compresi i grandi pacchi batteria agli ioni di litio. Quelle più piccole possono rientrare in un’eccezione nota come SP188 quando soddisfano determinati criteri di prova, il che significa che non devono essere dichiarate né spedite con le stesse precauzioni anche quando molte sono imballate insieme.
Il World Shipping Council illustra la portata del problema con un esempio tratto dall’elettronica di consumo: un container standard da 40 piedi potrebbe contenere fino a 4.200 laptop, la cui capacità combinata delle batterie potrebbe equivalere a quella di tre o quattro veicoli elettrici. I pacchi batteria dei veicoli elettrici sono un rischio d’incendio riconosciuto e regolamentato, che può essere ridotto a un livello accettabile se gestito correttamente. Il contenuto equivalente di batterie in una spedizione di laptop potrebbe essere consegnato da uno spedizioniere senza che la compagnia di navigazione containerizzata ne sia a conoscenza, rendendo impossibile una gestione adeguata.
Nella sua nota il World Shipping Council afferma che ciò ha portato a sinistri marittimi noti e che la situazione deve cambiare. Joe Kramek, presidente e amministratore delegato dell’associazione, ha dichiarato che i pericoli che restano invisibili possono produrre conseguenze gravi. Le batterie spedite senza apposita dichiarazione hanno causato incendi significativi nei container, mettendo in pericolo persone, porti, navi e l’ambiente marino; dal momentoi che le spedizioni di batterie continuano a crescere, gli armatori auspicano chiedono che questi carichi diventino visibili e i loro rischi possano essere gestiti adeguatamente.
Il report del Wsc ricostruisce il caso concreto di un container da 40 piedi pieno di torce elettriche a batteria che prese fuoco sul ponte della portacontainer X-Press Godavari nel settembre 2020 e bruciò per più di tre giorni, continuando ad ardere anche dopo essere stato spostato sulla banchina. Il container si era probabilmente surriscaldato durante il trasporto come carico in coperta, una situazione verosimilmente aggravata dalla luce solare diretta nella posizione di stivaggio. La temperatura del carico era già al limite superiore di stoccaggio raccomandato dal produttore originale e la prolungata esposizione al sole andava contro le indicazioni del produttore. La massa complessiva di circa 7.000 chilogrammi di batterie agli ioni di litio nel carico si è probabilmente incendiata per ragioni di surriscaldamento. In questo caso la spedizione era conforme allo SP188 e non è stata dichiarata come merce pericolosa, come consente l’eccezione del Codice Imdg. Se l’operatore fosse stato informato, il container sarebbe probabilmente stato stivato in modo appropriato e l’incendio probabilmente non sarebbe occorso.
Per affrontare questo problema, il World Shipping Council ha presentato all’Imo una proposta che limiterebbe il peso o la capacità massimi delle batterie consentiti in un singolo container nell’ambito dell’esenzione SP188. Oltre tale soglia, i pacchi batteria dovrebbero essere dichiarati. La proposta verrà esaminata nei prossimi giorni.
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