La capacità di transito navale nel Mar Rosso è (era) in ripresa
Almeno fino a ieri per Peter Send (Xeneta) il ritorno dei traffici via Suez era una strada tracciata

“La capacità di transito attraverso lo stretto di Bab el-Mandeb ad agosto è raddoppiata rispetto a 12 mesi fa, ma si attesta ancora solo al 23% dei livelli pre-crisi del Mar Rosso di agosto 2023. Questo ritorno della capacità nel Mar Rosso è la variabile più importante nel mercato del trasporto marittimo”.
A dirlo è Peter Sand, analista capo di Xeneta, nel suo ultimo report, predisposto – avverte l’autore stesso, appena prima della recente notizia riguardante la conquista del porto di Mochi da parte degli Houthi: “L’intensificarsi del conflitto tra l’Arabia Saudita e le milizie Houthi non sembra dissuadere le compagnie di navigazione dal ripristinare i servizi verso il Mar Rosso, e questa è una buona notizia per gli spedizionieri, ma i cambiamenti di rete e di servizio comportano incertezza e rischi per la catena di approvvigionamento”.
Per Sand “le compagnie di navigazione valutano questi rischi in modo diverso e saranno selettive riguardo ai servizi e alle navi che effettueranno il transito. Queste sfumature sono di fondamentale importanza. Alcune compagnie stanno effettuando il transito su una tratta dei servizi Est-Ovest principalmente verso il Mediterraneo, mentre il ritorno di Msc rappresenta un impegno con una clausola di reversibilità scritta, piuttosto che un cambio completo di rete”.
L’analista evidenzia come “scegliere di percorrere la rotta attraverso il Mar Rosso anziché circumnavigare il Capo di Buona Speranza può ridurre i tempi di transito di 11 giorni su un tipico servizio dalla Cina a Genova. A meno che gli spedizionieri non siano pienamente consapevoli di questi cambiamenti – e della possibilità di modifiche di rotta dell’ultimo minuto – rischiano interruzioni nella catena di approvvigionamento”.
Focus conclusivo sui costi: “Lo Stretto di Hormuz è ormai chiuso al traffico di container da oltre sei mesi e i collegamenti terrestri alternativi con il Medio Oriente, in particolare attraverso i porti di Gedda e Khor al Fakkan, sono pienamente operativi. Questo ha portato stabilità, ma ha anche un costo per gli spedizionieri, con le tariffe spot medie dalla Cina a Jeddah e Khor al Fakkan aumentate rispettivamente del 256% e del 479% dal 28 febbraio. Questi aumenti straordinari hanno fatto sì che le tariffe spot su queste rotte superassero i precedenti massimi storici stabiliti durante l’emergenza Covid-19. L’aumento dei costi si aggiunge ai tempi di transito più lunghi e alla minore affidabilità, ma finché lo Stretto di Hormuz rimarrà di fatto chiuso alle navi portacontainer, gli spedizionieri avranno poche altre opzioni per far arrivare le loro merci nella regione del Golfo”.
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