La “flotta ombra” russa torna nel Mediterraneo: primo convoglio dopo due mesi
Quattro navi cargo e militari dirette a Tartous, in Siria, sono state seguite anche dalla fregata italiana Carabiniere nel Mediterraneo centrale

Secondo quanto riporta Euro News, nei giorni scorsi (a fine agosto) un convoglio russo composto da quattro navi (cargo e petroliere sanzionate), scortate da un cacciatorpediniere, ha attraversato lo Stretto di Gibilterra rientrando nel Mediterraneo. Si tratta del primo passaggio dopo una pausa di due mesi, che le fonti militari indicano come la prima interruzione della presenza navale russa nella regione dal 2013.
Il convoglio ribattezzato Syrian Express era composto dalla general cargo Sparta, dalla petroliera (sanzionata) Generale Skobelev, dalla nave di rifornimento Akademik Pashin e dal cacciatorpediniere di scorta Ammiraglio Levchenko. Tutte sono giunte al porto siriano di Tartus — unico punto di approvvigionamento e manutenzione russo nel Mediterraneo. Questa rete, attiva in modo intermittente dal 2015, trasferisce armamenti ed equipaggiamenti militari tra i porti russi e la Siria. Tutte queste navi in transito sono state seguite da vicino dalla fregata italiana Carabiniere nel Mediterraneo centrale.
Secondo MarineTraffic le unità hanno spento i transponder Ais prima di attraversare lo Stretto di Gibilterra; una fonte militare europea riferisce che questa pratica sta diventando “quasi sistematica” per i convogli del Syrian Express, rendendo più complesso il tracciamento delle navi sanzionate.
Il Regno Unito ha dispiegato tre unità (HMS Duncan, HMS St Albans, HMS Severn) per il monitoraggio di questi transiti nella Manica.
La Russia mantiene l’obiettivo di preservare la presenza a Tartus nonostante il crollo del regime Assad nel dicembre 2024; ad agosto 2026 Damasco ha annunciato un accordo per trasformare le basi di Tartus e Hmeimim in “centri congiunti di addestramento”.
Ciononostante la capacità operativa russa nel Mediterraneo resta condizionata dall’invecchiamento della flotta, dalle sanzioni europee contro la flotta ombra e soprattutto dagli attacchi di droni ucraini nel Mar Nero.
La pressione sui trasporti energetici russi sta spingendo Mosca ad aumentare le scorte militari per le petroliere, un elemento che il settore shipping monitorerà con attenzione nei prossimi mesi.
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