Ritornano gli aumenti dei traghetti sulle rotte fra le isole siciliane
Protesta di Federalberghi e 75 organizzazioni che chiedono alla Regione un intervento concreto

A meno di un mese dalle rassicurazioni della Regione Siciliana e dall’adozione delle Deliberazioni di Giunta n. 323 e 324 dell’11 agosto, la Società Navigazione Siciliana, joint venture fra Liberty Lines e Caronte&Tourist della convenzione statale per il collegamento delle isole minori siciliane, ha ripristinato una settimana fa l’aumento del 18% sui collegamenti statali.
“Un provvedimento che smentisce gli impegni assunti dal Presidente Renato Schifani e dall’Assessore Alessandro Aricò a seguito delle pressanti sollecitazioni di Sindaci e categorie. L’improvviso rincaro — che colpisce residenti, pendolari, merci e turisti — dimostra l’assenza di coperture finanziarie esecutive per la convenzione statale. Se la Deliberazione n. 323 ha garantito la sola copertura finanziaria strutturale per le sotto-compensazioni dei mezzi veloci regionali e la n. 324 tracciava un mero atto di indirizzo in vista del 2027, la linea statale è rimasta priva di sterilizzazione economica, trasformando il congelamento estivo in un rinvio politico che oggi torna a gravare sull’utenza” ha denunciato Federalberghi Isole di Sicilia.
“Il gravissimo incremento tariffario del 18% porta il cumulo dei rincari all’84% dal 2022” ha rincarato una neocostituita associazione di settantacinque organizzazioni tra categorie produttive, comitati civici, Pro Loco, enti del Terzo Settore e club di servizio di Eolie, Egadi, Pelagie, Ustica e Pantelleria, che ha inviato un documento unitario alla Presidenza della Repubblica, ai Ministeri competenti, alla Regione Siciliana, all’Autorità di Regolazione dei Trasporti, alla IV Commissione Ars (Assemblea regionale siciliana) e ai Sindaci insulari.
Le sigle hanno ribadito che “i collegamenti sono un’infrastruttura essenziale per l’esercizio dei diritti inalienabili alla salute, allo studio, al lavoro e alla libera circolazione. La società civile insulare rifiuta di assistere inerte allo smantellamento della continuità territoriale: l’ennesima stangata non colpisce soltanto i passeggeri, ma si ripercuote in modo devastante su merci, materie prime, carburanti e beni di prima necessità, minacciando la tenuta economica delle comunità locali”.
Per i firmatari “l’Articolo 119 della Costituzione, i Trattati UE e il Ddl sulle isole minori rischiano di restare mere enunciazioni prive di interventi operativi e adeguate coperture finanziarie. Emerge inoltre un’inconciliabile contraddizione istituzionale: la Regione Siciliana non può, da un lato, candidarsi ad assumere la regia unitaria dei trasporti promuovendo l’accorpamento delle linee statali a quelle regionali (ex Delibera 324) e, dall’altro, dichiararsi inerme di fronte agli aumenti applicati sulle tratte in convenzione statale. Quale Autorità Vigilante ex Articolo 6 della Convenzione Rep. 32593/2016, la Regione possiede già tutte le prerogative giuridiche per sospendere e sterilizzare gli aumenti con risorse proprie, oltre al preciso dovere di consentire agli stakeholder locali di entrare nel merito delle nuove gare quinquennali”.
Il blocco dei rincari e il reintegro delle corse statali soppresse dal 2022 sono solo una parte delle richieste avanzate dalle settantacinque associazioni, che esigono anche di partecipare alla definizione dei futuri bandi. Fra i desiderata anche “tutela delle linee nell’accorpamento tra statali e regionali, salvaguardia tariffaria pluriennale, abbattimento dei costi per merci edili, carburanti e beni primari, estensione delle agevolazioni a tutti i pendolari, rigidi standard su velocità e classe del naviglio, monitoraggio digitale dei servizi, recupero sistematico delle miglia non effettuate e apertura di un tavolo tecnico-politico permanente presso l’Assessorato Infrastrutture”.
Le organizzazioni firmatarie hanno confermato piena adesione al documento dei Sindaci riuniti a Pantelleria lo scorso 10 settembre e sollecitato un’audizione preventiva presso la IV Commissione dell’Ars.
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