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Hapag Lloyd cambia strategia: meno hub container serviti ma con navi più grandi

Meno navi portacontainer ma di portata mediamente maggiore, un minor numero di hub portuali, un network di linee semplificato e maggiore puntualità. E’ questo, in estrema sintesi, il nuovo corso della compagnia di navigazione tedesca Hapag Lloyd previsto dal piano ribattezzato ‘Strategy 2023’ e rivelato dalla stessa shipping company in occasione del Capital Markets Day. […]

di Nicola Capuzzo
22 Novembre 2021
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Meno navi portacontainer ma di portata mediamente maggiore, un minor numero di hub portuali, un network di linee semplificato e maggiore puntualità. E’ questo, in estrema sintesi, il nuovo corso della compagnia di navigazione tedesca Hapag Lloyd previsto dal piano ribattezzato ‘Strategy 2023’ e rivelato dalla stessa shipping company in occasione del Capital Markets Day.

L’amministratore delegato della compagnia di navigazione (primo cliente del porto di Genova), Rolf Habben Jansen, ha spiegato che risulta necessario ridisegnare il proprio network di servizi di linea perché nel corso degli ultimi anni, fra acquisizioni e nuovi investimenti in naviglio (la flotta risulta raddoppiata nell’ultimo decennio), è divenuto troppo complesso e frammentato. L’idea è quella di favorire un cambiamento volto a selezionare e servire un minor numero di scali hub collegati però con maggiore puntualità rispetto a oggi. “Su alcuni trade abbiamo un numero elevato di collegamenti con transit time troppo lunghi e talvolta con alcune sovrapposizioni” ha spiegato il numero uno della compagnia. Che poi ha aggiunto. “La dimensione non è più il fattore di successo, ora ciò che conta è l’affidabilità e il nostro comparto deve investire per soddisfare quella domanda di logistica affidabile”. Soprattutto perché ora “ci sono caricatori disposti a pagare per un servizio qualitativamente alto. Garantire valore per attrarre i carichi più interessanti economicamente a bordo è il cuore della nostra nuova Strategy 2023”.

In considerazione anche del fatto che ha in portafoglio ordini nuove navi per complessivi 400.000 Teu di capacità di stiva addizionale, Hapag Lloyd ha spiegato di voler “ridurre la complessità del proprio network per focalizzarsi su minori numericamente ma più grandi navi con l’obiettivo di ridimensionare il network migliorando l’efficienza operativa”.

Verrà dunque scalato un numero inferiori di porti hub sempre più strategici e nei quali la compagnia, diversamente dalla strategia adottata fino ad oggi, è disposta e interessata a investire per entrare nel capitale. Due esempi recenti di questa nuova strategia d’azione sono gli ingressi nel capitale dei terminal container di Wilhelmshaven in Germania e di Tanger Med in Marocco. Coerentemente con la nuova linea d’azione il vettore marittimo tedesco ha anche preannunciato che intende consolidare in pochi hub il transhipment dei propri container.

Il processo verso una progressiva razionalizzazione dei porti inseriti nel proprio network richiederà tempo per Hapag Lloyd perché, per stessa ammissione del suo amministratore delegato, gli accordi in essere con i partner dell’alleanza armatoriale The Alliance richiederanno tempo per essere rivisti. Secondo alcune analisi di Alphaliner proprio The Alliance, il consorzio formato da Hapag Lloyd insieme a One, Hmm e Yang Ming, risulta essere quello che fa registrare transit time più lunghi per i trasporti marittimi fra l’Estremo Oriente e il Nord Europa con una media di 36 giorni di navigazione in più per completare una rotazione completa della linea (rispetto ad esempio ai 9 giorni in più di Ocean Alliance).

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