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Attacchi di pirateria: raggiunto il livello più basso livello degli ultimi decenni

Dei 58 incidenti segnalati nei primi sei mesi del 2022, 12 sono avvenuti nel Golfo di Guinea

di Redazione SHIPPING ITALY
19 Luglio 2022
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Dall’ultimo rapporto settimanale dell’International Maritime Bureau (Imb) sulla pirateria emerge che nel primo semestre 2022 sono stati registrati 58 episodi di pirateria e rapine a mano armata contro navi. Questo trend appare molto confortante se si pensa che è il più basso registrato dal 1994 quando le navi abbordate furono 55 con 2 tentativi di attacco e 1 nave dirottata.

Il direttore dell’Imb, Michael Howlett, in proposito ha dichiarato: “Questa non è solo una buona notizia per i marittimi e l’industria marittima, ma è anche una notizia positiva per il commercio che promuove la crescita economica. Ma nelle aree a rischio la comunità marittima deve rimanere vigile. Incoraggiamo i governi e le autorità competenti a continuare i loro pattugliamenti che creano un effetto deterrente”.

Nonostante non siano stati segnalati rapimenti di componenti di equipaggi durante questo periodo, non sono cessate la violenza e la minaccia contro di loro; sono stati infatti 23 i membri di equipaggi presi in ostaggio e altri cinque membri sono stati minacciati. Dei 58 incidenti segnalati, 12 sono avvenuti nel Golfo di Guinea, dieci dei quali sono riconducibili a rapine a mano armata e i restanti due a pirateria.

All’inizio di aprile, una nave portarinfuse Panamax è stata attaccata e abbordata dai pirati a 260 miglia nautiche al largo delle coste del Ghana, con ciò dimostrando che, nonostante una diminuzione degli incidenti segnalati, permane la minaccia della pirateria nel Golfo di Guinea.

Dopo essere stato informato dell’incidente, Imb ha immediatamente dato l’allarme e si è messo in contatto con le autorità regionali e le navi da guerra internazionali per richiedere assistenza. Una nave da guerra della Marina Militare Italiana e il suo elicottero hanno risposto e sono immediatamente intervenuti, salvando l’equipaggio e consentendo alla nave di procedere verso un porto sicuro sotto scorta.

 

L’Imb ha elogiato le azioni tempestive e positive della Marina Militare Italiana che hanno indubbiamente portato al salvataggio dell’equipaggio e della nave ed ha esortato la Guardia Costiera e le Marine Militari Internazionali a continuare i loro sforzi per garantire che questo crimine sia affrontato in modo permanente soprattutto in queste acque dove viene preso in ostaggio il 74% dell’equipaggio a livello globale.

Altra zona calda dove le navi continuano a essere prese di mira e abbordate da pirati locali è lo Stretto di Singapore, che rappresenta oltre il 25% (pari a 16 abbordaggi) di tutti gli incidenti segnalati dall’inizio dell’anno. In quest’area mediamente i crimini sono considerati opportunistici di basso livello, ma ciò non toglie che gli equipaggi continuino a essere sottoposti a rischio.

Al di fuori dello Stretto di Singapore dal rapporto emerge che l’arcipelago indonesiano ha visto per la prima volta dal 2018 un leggero aumento degli episodi, con 7 incidenti segnalati rispetto ai 5 nello stesso periodo dell’anno scorso.

Sebbene non siano stati segnalati incidenti dall’inizio dell’anno, la minaccia della pirateria esiste ancora nelle acque al largo del Mar Rosso meridionale e nel Golfo di Aden, che comprende le coste yemenite e somale. Anche se le possibilità di incidenti si sono ridotte, i pirati somali continuano a possedere la capacità di effettuare attacchi ed è consigliato a tutte le navi mercantili di aderire alle raccomandazioni nelle ultime Best Management Practices, durante il transito in queste acque.

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