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Giovannini: “Nel Fondo Mobilità altre risorse per intermodalità, porti e navi”

Il ministro dei Trasporti dalla convention di Grimaldi si congeda lasciando un ministero con “soli 30 decreti attuativi da realizzare rispetto ai 129 ricevuti”

di Nicola Capuzzo
30 Settembre 2022
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Sorrento (Napoli) – In quello che ha rappresentato in pratica un congedo dal ruolo di Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini è intervenuto nel corso della XXV Euromed Convention di Grimaldi a Sorrento annunciando alcune ultime novità per il comparto.

Ripercorrendo alcune delle ultime misure adottate ha intanto sottolineato che, con l’estensione dei benefici del Registro Internazionale delle navi alle altre bandiere comunitarie all’interno del decreto Aiuti-bis “è stata evitata agli armatori una penalizzazione per l’infrazione che era stata avviata” dalla Commissione Europea. Dopodiché ha preannunciato per lunedì prossimo la presentazione “di un report sui porti con numeri e infografiche” utili a comprendere lo stato di salute attuali dei traffici marittimi e degli scali italiani.

Intervistato dalla parlamentare Nunzia De Girolamo, Giovannini al suo successore raccomanda di “evitare un approccio ideologico, di dialogare con le parti sociali e con gli scienziati. Nei programmi elettorali – ha aggiunto – ho visto tanta voglia di continuità: abbiamo fatto le cose giuste o c’è poca novità? Trovo giusto che si prosegua sul lavoro fatto. Vedo un Paese che pensa poco al suo futuro e molto al suo presente, c’è poca visione”.

A proposito del suo di futuro, non a caso, ha detto che proverà “a creare un istituto di studi sul futuro” perché “non abbiamo chiaro il tipo di futuro che vogliamo organizzare”.

Tornando al tema riguardante l’eredità che lascia al dicastero per il suo successore, Giovannini ha sottolineato che “chi arriverà troverà un po’ meno emergenze, potrà lavorare al futuro. Noi abbiamo trovato 129 decreti attuativi non fatti e ne lasceremo solo 30 ancora non realizzati. Abbiamo fatto 300 decreti e questo consentirà di concentrarsi sul nuovo”.

Nuovamente bocciata (con la condivisione di Emanuele Grimaldi) l’idea di un Ministero del mare: “Non ci credo e non credo che sia utile perché senza il ‘ministero della terra’ non va da nessuna parte. La multimodalità ci fa capire che un porto se non è interconnesso serve a poco; ma noi le merci non vogliamo solo trasportarle ma anche produrle. er questo gli interporti sono importanti quanto i porti. L’economia del mare scissa da quella della terra davvero non mi convince. Senza contare che scindere un ministero significa bloccare il lavoro per diverso tempo” ha aggiunto. Come già fatto in passato è tornato a criticare l’intermodalità fine a sé stessa dicendo che non lo convince il fatto che “una nave super portacontainer carica quasi quanto 100 treni e le merci poi si fanno tutta l’Italia su e giù”. Meglio “farle arrivare (le merci, ndr) direttamente vicino al luogo di produzione o consumo. Detto ciò Gioia Tauro sta crescendo” a proposito di porti hub di transhipment.

In fondo al suo discorso qualche novità: misure di stimolo al trasporto combinato come Marebonus e Ferrobonus avranno in futuro altri stanziamenti pubblici. “Nei 2 miliardi del Fondo per la mobilità sostenibile (attualmente è al concerto con il Mef) una parte sarà dedicata sia al trasporto su gomma, sia su ferrovia che sul marittimo. Non si torna indietro dalla transizione ecologica”. Dovendo dare un aggettivo alla parentesi al vertice del Ministero dei trasporti l’ha definita “un’esperienza straordinaria, una delle più belle fatte perché ho potuto cercare di orientare le decisioni verso il benessere per l’Italia e per un’integrazione fra i vari settori. Per questo suggerisco di non spacchettare (con il Ministero del Mare, ndr). Anche un aeroporto sul quale investire oggi non viene più visto come una monade isolata”.

Il cosiddetto Fondo per la mobilità sostenibile sarebbe quello istituito dalla Legge di Bilancio per il 2021, le cui finalità sono state aggiornate con il decreto legge 121/2021 e con il successivo Decreto del 7 aprile 2022 del Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze e con il Ministro per le Disabilità.

Maria Teresa Di Matteo, intervenendo alla tavola rotonda seguente, ha spiegato più nel dettaglio (senza fornire numeri precisi) che “nel reparto del Fondo per la mobilità sostenibile ci saranno risorse per intermodalità, per il cold ironing nei porti e per il refitting delle navi”.

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