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Sono Grimaldi, Gnv e Moby i tre in lizza per la nuova Darsena Traghetti di Civitavecchia

Scintille fra le compagnie all’apertura delle buste per la concessione del nuovo terminal. Dubbi dell’Adsp sulla sanabilità di un difetto formale nell’offerta della società di Msc

di Andrea Moizo
7 Dicembre 2022
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Impossibile sapere se, come sussurrato un paio di settimane fa, quanto stava avvenendo a Civitavecchia abbia influenzato lo scenario della guerra livornese dei ro-pax, ma è un fatto che a contendersi le nuove banchine del porto laziale dedicate a questa merceologia saranno gli stessi protagonisti attivi del mercato del trasporto marittimo di passeggeri e merci in Italia.

Dal verbale della seduta di apertura delle buste contenenti le offerte per la gestione della nuova Darsena Traghetti appena realizzata e messa a gara dall’Autorità di Sistema Portuale di Civitavecchia si apprende infatti che i contendenti sono tre: da una parte la Logiport del Gruppo Grimaldi, dall’altra Grandi Navi Veloci del gruppo Msc e la Livorno Terminal Marittimo di Moby, destinata a legarsi saldamente al gruppo ginevrino con il piano concordatario da poco omologato.

Scontato che questi attori sarebbero scesi in campo per la concessione quadriennale delle quattro banchine e dei relativi 68mila mq di piazzali, lo era meno che nessun altro avrebbe presentato offerte. Sembrerebbe invece tramontata, a leggere il verbale, l’ipotesi che gli operatori in campo potessero optare per una gestione congiunta (ipotesi suffragata dalla gestione congiunta della linea marittima convenzionata fra lo scalo laziale e Olbia).

All’apertura della busta di Logiport, infatti, e alle annotazioni da parte della commissione dell’Adsp sulle relative presunte carenze e imprecisioni, Gnv ha infatti immediatamente fatto seguire la verbalizzazione di una presunta scorrettezza rispetto al disciplinare di gara (che prevedeva la presentazione di istanze quadriennali per l’autorizzazione allo svolgimento di operazioni portuali, mentre Logiport avrebbe portato in documentazione l’autorizzazione vigente, in scadenza a fine anno).

Interlocutoria la risposta della commissione, che ha rilevato come “la valutazione nel merito della documentazione prodotta dalle società è prevista in una fase successiva” e come “si terrà adeguatamente conto delle osservazioni formulate dai rappresentanti delle società”, senza però far riferimento all’eventualità di una correzione attraverso l’istituto del soccorso istruttorio.

Un aspetto che potrebbe risultare decisivo. Detto di Logiport, infatti, quanto a Ltm la commissione ha ritenuto “che le carenze formali rilevate potranno essere sanate ricorrendo all’istituto del soccorso istruttorio” e analogamente si è espressa per quelle di Gnv, salvo riservarsi in questo caso “di valutare se la mancata apposizione della firma del legale rappresentante sul Modello D1 possa essere anche essa oggetto di sanatoria”.

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