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Naviera Armas destinata alla vendita: possibile interesse di Msc

Secondo fonti di stampa spagnola fra le pretendenti ci sarebbero Boluda, Balearia, Grandi Navi Veloci e Grimaldi ma quest’ultima ha smentito che sarà della partita

di Nicola Capuzzo
15 Dicembre 2022
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Nel mercato dei traghetti del Mediterraneo, a poche ore dalla notizia della greca Attica ceduta a Piraeus Bank (che a sua volta probabilmente cercherà di trovare un compratore per il futuro), emerge la notizia che nel prossimo futuro Naviera Armas dovrà necessariamente essere messa sul mercato.

Dopo la morte di Antonio Armas avvenuta lo scorso marzo e per effetto di una situazione economico-finanziaria particolarmente complicata (debiti per mezzo miliardo di euro), fonti di stampa spagnola rivelano che gli eredi della famiglia Armas e soprattutto i creditori (in particolare fondi riconducibili a Jp Morgan, Barings, Cheyne Capital e Banco Santander) metteranno in vendita a breve la compagnia di navigazione attiva dalla Spagna al Nord Africa e verso le isole Canarie.

La connazionale Balearia viene data come la pretendente più interessata ma anche Boluda (che opera nel trasporto container) pare stia guardando al dossier, mentre dall’Italia potrebbero farsi avanti sia Grimaldi Group (che da Naviera Armas aveva rilevato Trasmediterranea nel 2021) che Msc per Grandi Navi Veloci.

Mentre da Ginevra e da Genova le bocche rimangono cucite su un interesse o meno verso la compagnia spagnola, Grimaldi Group a SHIPPING ITALY ha smentito di voler giocare questa partita nonostante la società sia interessata a consolidare e accrescere il suo market share: “Non siamo fra i pretendenti” si è limitata a fare sapere la società partenopea.

L’affare, a detta di molti, è particolarmente complicato; sia per ragioni economiche (alto indebitamento dell’azienda e risultati poco incoraggianti), sia operative (il naviglio non è moderno e la manutenzione ha scontato la situazione finanziaria del gruppo), sia legale (ci sono molti fronti aperti con varie controparti, fra cui creditori e anche Acciona). Un po’ come avvenuto nel caso di Moby per Compagnia Italiana di Navigazione (debitrice di 180 milioni di euro per una parte del prezzo non saldato per l’acquisto dell’ex compagnia pubblica Tirrenia), anche Naviera Armas deve infatti ancora saldare 50 milioni di euro ad Acciona per l’acquisto di Trasmediterranea avvenuto nel 2018 per 260 milioni.

A complicare la partita c’è anche la concorrenza crescente sulle rotte fra Spagna e isole Canarie sia nel trasporto passeggeri (dove è attiva anche la compagnia Fred Olsen) sia nel cargo (con Boluda che attraverso le sue linee container sottare traffico al trasporto marittimo ro-ro).

Prima di morire Antonio Armas aveva affidato alla società di consulenza americana Fti Consulting il difficile compito di mettere ordine in questa complessa situazione e negoziare con i fondi e i creditori un piano di ristrutturazione che permetta all’azienda di tornare in bonis. La cessione in questo momento sembra essere l’unica rotta percorribile per evitare il fallimento anche se non sarà facile trovare acquirenti interessati a mettere mano a una situazione aziendale tanto complicata.

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