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Capitaneria, armatori e sindacati tornano al tavolo per la carenza di marittimi sui traghetti

Col riavvicinarsi della stagione estiva si parla nuovamente di deroghe alle regole d’imbarco. La Fit Cisl chiede che col rinnovo del Ccnl si proceda a semplificazioni e adeguamenti salariali

di Redazione SHIPPING ITALY
5 Aprile 2023
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Si avvicina l’estate e il mormorio sulla crescente difficoltà delle compagnie armatoriali ad armare le navi per l’imminente stagione estiva si fa via via più rumoroso, malgrado esattamente un anno fa, all’insorgere del medesimo problema, non fossero mancati i dibattiti e le promesse del legislatore e del competente Ministero in merito all’avvio di iniziative per intervenire alla radice, cioè la scarsa attrattività delle professioni marittime riconducibili a dinamiche salariali e rigidità nell’accesso e nella formazione.

L’anno scorso si risolse con un’acrobatica serie di deroghe alle regole di imbarco, mirate all’impiego, per la quota in eccesso rispetto alle tabelle minime, di personale sprovvisto di tutti i requisiti normalmente richiesti. Malgrado i proclami e le buone intenzioni, sembrerebbe che anche per questa stagione la soluzione individuata sia quella derogatoria.

Intervenendo a Livorno al workshop organizzato per annunciare l’imminente sperimentazione nel porto di Livorno della navigazione autonoma su una nave ro-ro di Grimaldi Euromed, vi ha accennato l’ammiraglio ispettore Luigi Giardino, vertice del Reparto Sicurezza della Navigazione e Marittima del Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto, evidenziando come “l’armamento continui a lamentare l’assenza di personale per formare gli equipaggi” e anticipando che “ci saranno incontri anche per la prossima stagione estiva” con le compagnie.

Sul tema è poi intervenuta oggi con una nota la Fit Cisl a firma del Segretario Generale della Fit-Cisl Salvatore Pellecchia: “Il comparto marittimo vive una vera e propria emergenza causata dalla carenza di personale, che può causare nel breve enormi difficoltà operative e gestionali alla flotta del nostro Paese, con gravi ripercussioni sui collegamenti, anche in vista dell’imminente stagione estiva”.

Come già vanamente il sindacato denunciava un anno fa, secondo Pellecchia “è urgente individuare e attuare soluzioni concrete e condivise, agendo sulle fragilità del sistema attraverso il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati”.

A fargli eco Vincenzo Pagnotta, Coordinatore nazionale Marittimi della Fit-Cisl: “La problematica riguardante la carenza di marittimi, conseguenza di un calo delle vocazioni a intraprendere le professioni del mare è causata, in particolar modo, dagli elevati costi d’accesso ai percorsi formativi obbligatori per lavorare a bordo, che se fino a qualche tempo fa, riguardava soprattutto le figure degli Ufficiali, oggi interessa tutte le professionalità di bordo. È necessario attuare misure incentivanti, sostenendo le attività di addestramento e certificazione professionale che dovranno essere associati a processi di semplificazione e sburocratizzazione dei requisiti di accesso per le professioni del mare”.

Dato quasi per assodato che per quest’anno non si potrà che ricorrere nuovamente alle deroghe, Pellecchia individua però il frangente entro cui intervenire: “Centrale il tema contrattuale. In occasione del prossimo rinnovo del contratto collettivo nazionale di settore è necessario procedere ad una attività di aggiornamento e semplificazione normativa e, allo stesso tempo, di adeguamento dei salari in relazione al potere d’acquisto attuale che sta subendo gli effetti dell’aumento dell’inflazione”.

A.M.

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