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Cafimar tiene duro in Italia e negozia un terzo noleggio in Arabia Saudita

Il Gruppo Cafimar, attivo soprattutto nel business del rimorchio attraverso le controllate Cafimar Servizi Marittimi, Rimorchiatori Laziali e Somat, sta in ogni modo cercando di tenere duro per superare l’attuale momento di crisi generato dal coronavirus e al contempo prova a chiudere qualche nuovo affare all’estero. Lo ha rivelato direttamente il general manager della società, […]

di Nicola Capuzzo
27 Aprile 2020
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Il Gruppo Cafimar, attivo soprattutto nel business del rimorchio attraverso le controllate Cafimar Servizi Marittimi, Rimorchiatori Laziali e Somat, sta in ogni modo cercando di tenere duro per superare l’attuale momento di crisi generato dal coronavirus e al contempo prova a chiudere qualche nuovo affare all’estero.

Lo ha rivelato direttamente il general manager della società, Gian Paolo Russo, alla testata estera Tug Technology & Business, alla quale non ha fatto mistero delle difficoltà che in queste settimane stanno incontrando le sue società. I servizi di rimorchio portuale (Rimorchiatori Laziali è concessionaria a Civitavecchia e Somat a Palermo e Trapani) devono ovviamente continuare a essere attivi nonostante il calo di traffico che si registra in particolare per le navi passeggeri, il rimorchio d’altura ha subìto una battuta d’arresto temporanea e anche l’avvicendamento degli equipaggi fuori dai confini nazionali è reso sempre più complicato dalle misure restrittive messe in atto sia dall’Italia che da altri Paesi del mondo.

“Gli armatori di rimorchiatori devono essere sempre pronti a fornire servizio alle navi e affrontare situazioni d’emergenza se chiamati a intervenire. Come tutti siamo costretti ad affrontare questo momento molto difficile ma facciamo del nostro meglio per dare le migliori risposte possibili ogni giorno” afferma Russo nell’intervista.

A Civitavecchia, dove nel 2019 è entrato in servizio il nuovo rimorchiatore Sea Rock, il lavoro è calato drasticamente, soprattutto per i traghetti e le crociere, ma anche il rimorchio d’altura ha subìto una significativa battuta d’arresto dopo il lockdown imposto dal Governo. Cafimar Servizi Marittimi nei mesi scorsi era impegnata a fornire rimorchiatori e chiatta (la Vega 25) per il trasferimento via mare dall’Adriatico al Tirreno di moduli che Mammoet trasportava per la realizzazione di un nuovo deposito di gas naturale liquefatto. “Ora il progetto è stato fermato ma questo lavoro ci terrà impegnati per diversi mesi una volta che verrà riattivato” spiega ancora il general manager di Cafimar.

Fuori dall’Italia il gruppo laziale ha un rimorchiatore impegnato presso un terminal petrolifero in Libia e un altro in Irag, mentre ulteriori due mezzi sono noleggiati in Arabia Saudita. A questo proposito Russo annuncia che l’azienda è “in trattativa per fornirne un terzo. A livello internazionale – aggiunge – stiamo operando regolarmente anche se non mancano criticità”. Una di queste è la difficoltà ad avvicendare gli equipaggi a bordo delle proprie navi.

In prospettiva Russo si aspetta per i mesi a venire “molta incertezza” e si dice certo che Cafimar, così come gli altri operatori del rimorchio, “dovranno affrontare nuove sfide che al momento non è nemmeno facile prevedere”.

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