• Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English
Il quotidiano online del trasporto marittimo

Il quotidiano online del trasporto marittimo

  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report
  • Home
  • Navi
  • Porti
  • Spedizioni
  • Cantieri
  • Interviste
  • Politica & Associazioni
  • Inserti speciali
  • Market report

Il quotidiano online del trasporto marittimo

Politica&Associazioni

Al Cipom anche compiti di coordinamento per la riforma dei dragaggi

Secondo il Piano del Mare sarà l’organo presieduto da Musumeci a dare le carte per riformare la normativa in materia di escavi dei fondali

di Redazione SHIPPING ITALY
7 Agosto 2023
Stampa

Nel Piano del Mare è entrato anche il delicato tema dei dragaggi degli escavi portuali.

La materia è delicata, perché la norma italiana, modellata su quella internazionale, è articolata, approfondita e rigorosa: dragare fondali spesso fortemente inquinati da anni di navigazione a motore e industrializzazione senza controlli è pratica complessa, che richiede grandi attenzioni di natura ambientale e conseguenti grandi costi.

Ecco quindi il refrain della semplificazione, che, puntuale, torna anche nel Piano del Mare appena approvato: “Deve poi affrontarsi in modo coordinato ed efficiente il tema della semplificazione delle procedure necessarie per procedere agli interventi di dragaggio dei fondali portuali distinguendo, ove possibile, quelli necessari al mantenimento dei fondali con quelli che sono volti al loro approfondimento”.

Ma la legge e la giurisprudenza tale distinzione già l’hanno chiarita. Sicché la priorità diventa a tutti gli effetti la semplificazione. La prova in conclusione al paragrafetto, dove si definisce “appropriato che le politiche di coordinamento e programmazione necessarie per mettere a sistema tutte le suddette azioni, soprattutto laddove richiedano interventi trasversali tra più Amministrazioni, possano trovare un giusto punto di riferimento nel Cipom”.

Insomma, il pallino passa al Comitato interministeriale presieduto dal Ministro del mare Nello Musumeci su delega di Palazzo Chigi, che è sì un organo policefalo dello Stato (inventato dall’esecutivo di Giorgia Meloni), ma con a carico “un comitato d’esperti” composto in larga parte da lobbisti portatori di interessi vari (armatori, militari, think thank, ecc.) ma non esaustivi di quelli dal tema dragaggi toccati.

Anche perché le “suddette azioni”, per quanto infiocchettate, sono in realtà solo due. La prima riguarda la definizione dei criteri alla base della redazione del Piano nazionale dei dragaggi, che, dimenticato da oltre due anni malgrado il rango di previsione Pnrr, avrebbe dovuto essere varato da Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti e Ministero dell’Ambiente di concerto con il Ministero della Cultura e di concerto con la conferenza delle Regioni in un’ottica, meritoria e infatti subito abiurata, di razionalizzazione della portualità nazionale in base a cui poco senso (ambientale ma anche economico) ha pensare che ogni scalo di un paese con 8mila km di coste debba avere fondali di 15 e più metri. La seconda riguarda l’indirizzo della gestione dei sedimenti verso politiche di reimpiego, recupero o riutilizzo. Anche qui nessuna rivoluzione, dato che il target vede da tempo impegnati i più autorevoli enti statali in materia, a partire da Ispra.

Da oggi, però – e qua sta la novità del Piano del Mare – il manico della draga lo tiene il Cipom di Musumeci e dei suoi esperti.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER QUOTIDIANA GRATUITA DI SHIPPING ITALY

Attenzione: errori di compilazione
Indirizzo email non valido
Indirizzo email già iscritto
Occorre accettare il consenso
Errore durante l'iscrizione
Iscrizione effettuata
Market Report
Tutte le notizie
La lezione del Mar Rosso è stata utile ai vettori marittimi per Hormuz
La crisi iraniana non ha impattato sui tempi di transito ma su volumi e congestione per il differente atteggiamento delle…
  • Sea-Intelligence
2
Market report
8 Maggio 2026
Monito di Lynerlitica sugli ordini di portacontainer e il rischio sovracapacità
Il rapporto fra stiva in programma ed esistente sfiora il 40%, mai così alto dalla crisi del 2008
  • cantieri
  • container
  • lynerlitica
  • nuove navi
  • ordini
2
Market report
6 Maggio 2026
In Europa si va verso una minore disponibilità di container
Un rapporto di Sogese spiega che i depositi nel Vecchio Continente restano congestionati ma le compagnie di navigazione stanno attivamente…
  • container
  • Sogese
3
Market report
6 Maggio 2026
I noli container a lungo termine non ‘pagano’ il conflitto in Medio Oriente secondo Xeneta
La negoziazione fra vettori marittimi e spedizionieri beneficia di una stabilizzazione delle catene logistiche e delle vie alternative anche verso…
  • container
  • Golfo Persico
  • Medio Oriente
  • nolti marittimi
  • Xeneta
2
Market report
4 Maggio 2026
Blue economy italiana fanalino di coda in Europa per appeal secondo gli investitori
Lo dice un report appena pubblicato dalla Commissione Europea. A pesare incertezze economiche, investimenti di lungo termine, ostacoli burocratici, rischi…
  • blue economy
  • Commissione Europea
  • report
2
Market report
28 Aprile 2026
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Perchè
  • Pubblicità
  • English

© SHIPPING ITALY (Riproduzione riservata – All rights reserved)
Testata iscritta nel registro stampa del Tribunale di Genova n.608/2020 edita da Alocin Media Srl
Direttore responsabile: Nicola Capuzzo

  • Informativa Cookie
  • Informativa Privacy
  • P. IVA: 02499470991
Exit mobile version