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L’Adsp di Trieste ‘criticata’ dalla Corte dei Conti a causa del Pnrr

La Magistratura contabile rileva come l’inversione nell’ordine delle priorità degli interventi calendarizzati abbia comportato un rinvio degli obiettivi d’investimento fissati al 2021

di Redazione SHIPPING ITALY
2 Ottobre 2023
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“Per consentire la realizzazione dei nuovi interventi Pnrr, ritenuti di interesse prioritario, l’Adsp ha dovuto rinviare l’attuazione di numerosi altri progetti per i quali aveva già individuato le fonti di finanziamento e programmato i tempi di realizzazione”.

Lo sottolinea la Corte dei Conti in una nota diramata a valle dell’annuale report dedicato alla disamina dell’attività dell’Autorità di sistema portuale giuliana (anno 2021).

Fra le conclusioni del documento si evidenzia che “questa inversione nell’ordine delle priorità degli interventi calendarizzati ha avuto ripercussioni sulla capacità realizzativa complessiva, al punto che nel 2021 si registra un atipico rallentamento dei pagamenti (passati da 20,8 mln a 9,1 mln) ed una eccezionale crescita dei residui provenienti dalla competenza (pari a 76,2 mln)”.

Una critica formale che però trova spiegazione nelle parole degli stessi giudici contabili, i quali riconoscono come il “rallentamento” del 2021 sia stato dovuto a una riorganizzazione delle priorità in ragione degli obiettivi fissati proprio in quell’anno dal Pnrr (e soprattutto dal Pnc, il fondo complementare che ha destinato quasi mezzo miliardo all’ente triestino), obiettivi che l’Adsp ha finora centrato: “Relativamente allo stato di attuazione dei nove progetti Pnrr, ai quali si sono aggiunti, nel corso del 2022, altri quattro progetti, l’AdSP ha impegnato, alla data del 19 maggio 2023, euro 32,5 milioni, con pagamenti pari a 24,2 milioni (a fronte di pagamenti pari a euro 11.251 nel 2022). L’Ente sta procedendo regolarmente in tutti i progetti, con l’espletamento delle fasi progettuali, le indagini conoscitive, le procedure di gara e le procedure acquisitive delle aree necessarie all’avvio dei lavori. Le verifiche preventive di primo livello, il servizio di Centrale di committenza e le attività di Project management a supporto dell’Ente in tutte le fasi di sviluppo dei progetti Pnrr sono state affidate, previa convenzione ad hoc, ad Invitalia”.

Non a caso l’apparente tono d’appunto della nota della Corte (più che del report vero e proprio), infatti, Zeno D’Agostino, leggendo il documento sul 2021 col filtro del 2023 (peraltro esplicitato dalla Corte stessa) è soddisfatto: “I fondi del Pnc hanno scadenza e priorità strategica per definizione, è evidente che, quando ci sono stati assegnati, nel 2021, la programmazione dell’ente ha dovuto essere rivista in termini di priorità. Altrettanto evidente è che un porto, per giunta in salute, non può essere fermato per il contemporaneo allestimento di decine di cantieri. Mi sembra che il riconoscimento del pieno rispetto dei target Pnrr-Pnc, in un quadro nazionale di ritardi e rinvii, sia un’attestazione di merito”.

La nota contiene poi un’osservazione critica in materia di gestione del personale: “Dall’analisi è, inoltre, emerso che sulle ridotte capacità di pianificazione degli interventi, di controllo dei risultati e di ottimizzazione delle risorse ha inciso anche la prolungata vacanza di figure apicali nel personale, accentuatasi in seguito all’assorbimento delle unità dell’Azienda speciale del porto di Monfalcone, incorporata di fatto dall’AdSP nel 2020” scrivono gli estensori. “Vorrà dire che porterò il report al Ministero quando chiederò di avere qualche dirigente in più” la replica di D’Agostino.

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